Nella Fase 2 riapriranno solo 6 attività su 10. L'allarme di Confesercenti

Nella Fase 2 riapriranno solo 6 attività su 10. L'allarme di Confesercenti

Circa 6 attività su 10, tra negozi, bar e ristoranti, sono intenzionati a riaprire lunedì 18 maggio, data prevista per la ripartenza. A trattenere le imprese è soprattutto il timore di lavorare in perdita, ma anche il rebus delle regole di sicurezza e la paura del Coronavirus 

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© Filippo MONTEFORTE / AFP 
- Coronavirus, negozi

Solo 6 attività su 10, tra negozi, bar e ristoranti, sono pronti a riaprire lunedì 18 maggio, data prevista della ripartenza. A trattenere le imprese è soprattutto il timore di lavorare in perdita, ma anche il rebus delle regole di sicurezza e la paura del Coronavirus.

A lanciare l'allarme è un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti su un campione di imprenditori del commercio al dettaglio e della somministrazione. Gli imprenditori intenzionati ad aprire lunedì sono il 62%, contro un 27% che ha invece già deciso di rimanere chiuso.

È ancora incerto l'11%, e deciderà durante il fine settimana. Tra chi rimarrà sicuramente chiuso, il 68% indica come motivazione la mancata convenienza dell'apertura.  Ma c'e' anche un 13% che comunque continua ad avere timori legati alla sicurezza, anche per la lunga incertezza sulla normativa.

Un caso emblematico e quello dei mercati: ogni comune sta provvedendo al proprio protocollo, spesso contrastante con gli altri, gettando nell'incertezza gli imprenditori.

La poca chiarezza incide anche per il 13% di operatori che non ha ancora adeguato il locale e/o l'organizzazione del lavoro alle nuove disposizioni. Un compito aggravato dall'onerosità dell'adeguamento, tra sanificazione e dispositivi di protezione per i lavoratori e i clienti: 8 negozi e pubblici esercizi su 10 certificano di non essere riusciti a procurarsi le mascherine a prezzo calmierato.

Cresce, in generale, la paura di non riuscire a superare la fase difficile: il 36% degli imprenditori teme di chiudere l'attività, e un ulteriore 41% ritiene di essere a rischio in caso di inattesi prolungamenti dell'emergenza. Entrambi i dati sono in crescita, rispettivamente del 4 e del 6%, in confronto alla rilevazione precedente, condotta lo scorso 14 aprile.

Quasi tutti (l'82%) sono comunque preoccupati per il futuro. "Per le imprese la riapertura è una corsa ad ostacoli e contro il tempo. L'accordo di questa notte tra Conferenza Stato-Regioni e Governo apre uno spiraglio importante, forse decisivo per uscire dall'incertezza che ha caratterizzato il tema delle riaperture fino ad oggi - scrive Confesercenti - più di tutti è pesata la previsione di essere costretti a lavorare in condizioni antieconomiche".

!Gli imprenditori temono l'impatto della rigidità delle linee guida sulle attività, e di rimanere schiacciati tra l'aumento dei costi di gestione e il prevedibile calo dei ricavi. Sono preoccupati, inoltre, anche dal tema delle responsabilità legali. Bisogna cambiare passo: servono linee guida applicabili e aiuti economici diretti alle imprese per sostenerle anche in questa delicata fase della ripartenza".