Il coronavirus affonda il mercato dell'auto

Il coronavirus affonda il mercato dell'auto

Le immatricolazioni, riferisce il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono scese dell'85,42% a quota 28.326. Crollano anche le vendite di Fca: in tutto i nuovi autoveicoli immatricolati sono stati 4.649, con un calo del 90,34%. Le concessionarie figurano tra le attività chiuse perché non essenziali

crolla mercato auto fca coronavirus

© WANG JILIN / IMAGINECHINA  - Fabbrica auto Cina (Afp) 

Il coronavirus affonda il mercato dell'auto a marzo. Le immatricolazioni, riferisce il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono scese dell'85,42% a quota 28.326. A marzo dell'anno scorso erano state 194.302. Nel I trimestre la contrazione è risultata pari al 35,47% a 347.193 unità, contro le 538.067 dei primi tre mesi del 2019. Un crollo così non si era mai visto. A livello assoluto si torna agli Anni 'Sessanta, quando però sulle strade italiane circolavano appena 2.431.171 auto contro le 38.360.000 di oggi.

I dati di Fca

Dal tracollo non si salva ovviamente neanche Fca. I veicoli del gruppo immatricolati il mese scorso sono stati 4.649, con un calo del 90,34% rispetto ai 48.109 di marzo 2020. La quota di mercato scende al 16,41% dal 24,76%. Nel primo trimestre dell'anno, Fca ha venduto 85.875 autoveicoli, il 35,04% in meno rispetto ai primi tre mesi del 2020. La quota di mercato e' risultata pari al 24,73% contro il 24,57% dell'anno prima.

Le previsioni degli analisti

Per il centro studi Promotor, "la drammatica caduta delle vendite di auto in marzo è interamente dovuta all'emergenza coronavirus e al conseguente blocco della stragrande maggioranza delle attivitè produttive. Le previsioni per i prossimi mesi sono di cali analoghi o superiori fino a che durerà l'emergenza". Dall'inchiesta congiunturale condotta dal "denuncia una caduta verticale nell'acquisizione degli ordini e si attende mercato in forte calo nei prossimi mesi, mentre l'indicatore di fiducia dei concessionari crolla da 25,10 di febbraio a 4,30 di marzo".

"Anche fare previsioni sull'andamento dell'intero 2020 è complicato. Occorrerebbe infatti sapere "quando l'emergenza finirà, operazione che, in questo momento", afferma il Csp, "appare assolutamente azzardata. È lecito comunque ritenere che il calo del mercato dell'auto nel 2020 sarà comunque veramente severo e dipenderà sia da come verrà affrontata l'emergenza nei prossimi mesi sia dalle misure che si adotteranno per rilanciare la domanda a emergenza finita".

I timori dei concessionari

E un grido d'allarme arriva dai concessionari, secondo cui "c'è da aspettarsi che fra marzo ed aprile il mercato auto possa perdere 350.000 pezzi e un possibile calo del 60% su base annua ove dovessero permanere i provvedimenti attualmente in vigore. Tutto questo", afferma il presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino, "è molto preoccupante per la tenuta del sistema occupazionale delle concessionarie: nel 2007-2019, di fronte a un calo del 23,2%, persero il lavoro circa 30.000 addetti. È presto per tirare conclusioni perché dobbiamo ancora capire come evolverà la situazione nei prossimi mesi", conclude, "ma oggi non possiamo essere ottimisti".