Buoni spesa e pacchi alimentari: la fame al tempo del coronavirus

Buoni spesa e pacchi alimentari: la fame al tempo del coronavirus

Il governo stanzia 400 milioni e punta sulle donazioni dei privati, dei singoli cittadini e dei produttori. Una quota pari all'80% del totale per complessivi 320 milioni è ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune

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© Mirco Toniolo / AGF
- A Mestre attivo il servizio della Croce Rossa di consegna spesa e farmaci a domicilio 

Si vanno delineando i contorni dell'ordinanza per la "solidarietà alimentare" con cui il governo punta a venire incontro alle famiglie più un difficoltà per la pandemia di coronavirus.

Le misure più importanti riguardano i buoni spesa, la consegna di pacchi di cibo da parte dei volontari e le donazioni dei privati.

Il provvedimento è stato firmato domenica sera dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli: prevede lo stanziamento di 400 milioni ai comuni per distribuire aiuti alimentari a chi ne avesse bisogno. Una quota pari all'80% del totale per complessivi 320 milioni è ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune. Il restante 20% per complessivi 80 milioni è ripartita in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale ponderata per la rispettiva popolazione. 

C'è da definire il valore dei buoni spesa e i criteri di ripartizione tra le famiglie che saranno individuate dai servizi sociali dando priorità a quelle che non percepiscono "un sostegno pubblico" come il reddito di cittadinanza o d'inclusione.

L'esecutivo ha messo a punto i contorni nell'iniziativa trattando per tutto il giorno con l'Anci che peraltro ha avvertito che i 400 milioni messi sul piatto per gli ottomila comuni italiani potranno bastare al massimo fino a metà aprile. "C'è un contributo che viene dato ai Comuni e la possibilità di aggiungere donazioni per la solidarietà", ha spiegato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, "si tratta di buoni spesa per derrate alimentari e la gestione sarà a cura dei servizi sociali".

I fondi potranno essere usato dai Comuni come buoni spesa per l'acquisto di generi alimentari presso una serie di esercizi commerciali convenzionati oppure per comprare direttamente alimenti e prodotti di prima necessità.

Alcune catene di supermercati, come la Coop, hanno aderito all'appello del premier, Giuseppe Conte, per aggiungere un ulteriore sconto per chi paga con questi buoni spesa. "Chiediamo l'apertura di un tavolo di lavoro con i soggetti interessati dove definire misure applicative in tempi rapidi e omogenee su tutto il territorio nazionale", ha fatto sapere la stessa Coop.

L'altro elemento su cui punta il governo sono le donazioni dei privati di singoli cittadini e produttori.