Cosa cambia se chiamiamo un taxi con una app. Una ricerca

Il Certet in collaborazione con l'Università Bocconi e mytaxy ha realizzato uno studio sull'e-hailing certificando la riduzione dei tempi di attesa

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Una crescente flessibilità di orari e spostamenti sempre meno fluidi, con movimenti urbani non sistematici (“granulari” li definisce la ricerca) che in Italia sono passati dal 2006 al 2013 dal 30 al 41% per attestarsi nel 2016 al 37,5%.

Sono alcuni dei numeri di Mobilità urbana e tecnologia: l’impatto dell’e-hailing, studio elaborato da un’equipe di ricerca del Centro di Economia Regionale dei Trasporti e del Turismo (CERTeT) - Università Bocconi. L’analisi ha preso in considerazione i dati sulla mobilità urbana (tempi e modalità di spostamento) in particolare di Milano, Roma e Torino. Una sezione del report è poi dedicata ad una survey ai tassisti che utilizzano mytaxi, tra ottobre 2016 e settembre 2017.

Dal questionario risulta che l’introduzione della chiamata dei taxi tramite applicazione (l’e-hailing appunto) è in grado di generare una riduzione dei tempi di attesa tra una corsa e l’altra stimata tra i 6,5 minuti (nel 18% dei casi) e i 4,1 minuti (nel 27%), con un aumento delle corse (fino a 5 nel 20% dei tassisti) e una maggiore sensazione di rilassatezza (nel 56% dei casi) dei clienti rispetto al percorso e al costo della tratta.

Mobilità urbana sempre più variegata nei modi e nei tempi 

Secondo l’analisi di CERTeT - Università Bocconi, la mobilità urbana è oggi caratterizzata da una crescente complessità (nel tempo e nello spazio) sia per quanto riguarda gli itinerari giornalieri, sempre più spesso multimodali, che per la distribuzione settimanale e mensile, sempre meno uniforme. 

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Foto: AGF Creative 

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I tempi di viaggio

A Milano. A proposito della distribuzione dei tempi di viaggio, a Milano il 36% degli spostamenti è inferiore ai quindici minuti, mentre più del 70% è compreso all’interno della mezz’ora. Guardando alla domanda di mobilità attesa, il contesto milanese è caratterizzato da una crescita della mobilità su scala metropolitana, e dal ruolo rilevante della mobilità collettiva con particolare riferimento all’area urbana. 

A Roma. Nella Capitale il peso degli spostamenti di durata inferiore ai 30 minuti è minore del 62%, anche a causa della maggiore dimensione della superficie e della densità abitativa inferiore. Il modello di mobilità prevalente dei cittadini è caratterizzato da tempi medi di spostamento giornaliero superiori rispetto a Milano, e con una maggiore rilevanza della mobilità privata motorizzata (vicina al 60%). 

A Torino. Nel capoluogo piemontese il peso degli spostamenti di durata inferiore ai 30 minuti è superiore al 76% e l’89% avviene entro i 45 minuti, il modello di mobilità prevalente dei cittadini è caratterizzato da tempi medi di spostamento giornaliero contenuti. Le tendenze evidenziano per il futuro una significativa presenza della mobilità privata anche per gli spostamenti di durata inferiore nonostante l’obiettivo di incrementare la mobilità collettiva nel lungo periodo. 

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 Foto: AGF Creative 

Digitalizzazione dei servizi e nuovi comportamenti

Economia collaborativa. L’affermarsi dell’economia collaborativa e la digitalizzazione dei servizi rappresentano due aspetti alla base del processo di sviluppo di nuovi modelli e servizi di mobilità in ambito urbano. Per economia collaborativa ci si riferisce a dinamiche che utilizzano le nuove tecnologie come fattori abilitanti, mirano a utilizzare fattori e risorse scarse in maniera più efficiente e sviluppano servizi innovativi, generando alla fine iniziative economiche e occupazione sul territorio. 

Digitalizzazione. Lo sviluppo di progetti di economia collaborativa nella mobilità è parallelo e funzionale ai processi di digitalizzazione dei servizi. 

I comportamenti. Il cambiamento delle abitudini di comportamento poi contribuisce all’affermazione di nuovi modelli di servizio e di consumo sempre meno legati all’idea di possesso, ma orientati alla valutazione delle differenti alternative e alla valorizzazione della mobilità on demand all’interno del flusso degli spostamenti.

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 Foto: AGF Creative 

Come cambia il servizio taxi con una piattaforma di e-hailing 

Il settore dei taxi costituisce un importante tassello dell’offerta di mobilità dell’ambiente urbano, soprattutto alla luce delle innovazioni tecnologiche e di business che ne accompagnano la naturale evoluzione. 

I dati della survey

Dal report (e in particolare dalla survey) risulta anche che l’e-hailing genera un cambiamento nelle modalità di pagamento, che viene effettuato tramite app: a Milano nel 66% dei casi, a Roma nel 57% e a Torino nel 56%. Gabriele Grea, del gruppo di lavoro che si è occupato della ricerca, ha precisato che l’analisi ha l’obiettivo di dare una “visione sul futuro dei servizi di mobilità, a partire dai dati di mytaxi su Roma, Milano e Torino, dove il servizio è attivo. La conoscenza dei fenomeni di mobilità urbana - ha sottolineato - ci dice che questa ha raggiunto una complessità notevole, con la tendenza all’intermodalità”. Fra i “driver di innovazione - ha aggiunto - ci sono l’affermazione dell’economia collaborativa (che ha portato un nuovo approccio alla mobilità), un cambiamento dei comportamenti degli utenti che fanno scelte differenti (fino a diventare utenti di mobilità e in alcuni casi ad abbandonare l’auto privata), e la digitalizzazione dei servizi”. 

Dice Barbara Covili, general manger di mytaxi Italia: “Il valore aggiunto dello studio redatto della Bocconi è di aver fornito una fotografia della mobilità urbana nelle nostre città. Dall’analisi dei risultati emersi, possiamo così capire quali siano i reali benefici apportati dall’e-hailing alla mobilità, tra cui il miglioramento della sicurezza, dell’affidabilità e della trasparenza del servizio di trasporto. I risultati dello studio saranno sicuramente utili ai decisori pubblici, alle aziende private e ai tassisti, per comprendere come sta cambiando il settore taxi dopo la diffusione dell’e-hailing”.



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