Vertice decisivo sulla manovra. Renzi promette battaglia

Conte convoca per giovedì un incontro a Palazzo Chigi con ministri, sottosegretari e capigruppo. Dal carcere agli evasori allo scudo penale per l'ex Ilva, Italia viva ha una lunga lista di modifiche da proporre. Gualtieri apre, purché i saldi restino invariati

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La manovra rischia di essere presa d'assalto in Parlamento e il premier Giuseppe Conte cerca di giocare d'anticipo e convoca ministri, sottosegretari, capigruppo di Camera e Senato e capigruppo delle commissioni Bilancio per un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi giovedì. Nonostante l'invito alla moderazione rivolto ai partiti, dai renziani sono arrivate proposte di modifica al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio che possono dividere la maggioranza: dallo stop all'inasprimento del carcere per gli evasori e alla stretta sugli appalti fino alla reintroduzione dello scudo penale per l'ex Ilva.

Intanto il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge di bilancio slitta a lunedì ma si preannuncia una pioggia di richieste di modifiche considerando che solo quelle al dl fiscale sfiorano il migliaio. E si profila anche un allungamento dei tempi: la legge di bilancio dovrebbe approdare nell'Aula del Senato il 3 dicembre con la possibilità, secondo quanto emerso in capigruppo, che la terza lettura a Palazzo Madama avvenga dopo Natale, il 27-28 dicembre.

Italia viva in trincea

Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, apre a modifiche ma lancia l'avvertimento auspicando che "il Parlamento si eserciti anche sul versante delle coperture e non solo delle spese per mantenere i saldi invariati". Un messaggio che sembra rivolto soprattutto alle forze di maggioranza. Matteo Renzi promette infatti battaglia. "La situazione economica del Paese non è rosea. Tutto ristagna. E il problema non è la legge di bilancio, su cui continueremo la nostra battaglia NoTax, ma la situazione di incertezza sugli investimenti".

Gualtieri in audizione al Senato difende l'impianto della manovra ribadendo che le misure controverse "sono solo il 5% della manovra" e denunciando lo "strabismo comunicativo" da correggere. In particolare, sulle norme più contestate, ovvero plastic tax e stretta sulle auto aziendali, definisce i numeri e le stime circolate "fantasiosi". E pur difendendone la ratio assicura che il Mef è al lavoro per entrambe le norme.

Per la norma sulle auto in particolare va salvaguardato l'obiettivo di "incentivare il rinnovamento del parco, ma modulando tempi e forme". Anche la plastic tax "deve essere migliorata e riformulata" ma "salvaguardando la ratio dell'intervento che disincentivi l'abuso della plastica monouso".

La manovra, assicura il ministro, consentirà" una riduzione di 7,1 miliardi della pressione fiscale rispetto all'anno precedente". Le misure di tassazione, spiega, "cubano 3,4 miliardi su una manovra complessiva di 30 miliardi che disattiva clausole per 23 miliardi". E dal pacchetto cashless arriverà "un significativo aumento del gettito fiscale che consentirà una più significativa riduzione del carico fiscale su lavoro e imprese".

Gualtieri annuncia inoltre che il rafforzamento del bonus asilo nido scatterà "già dal primo gennaio" e non da settembre come anticipato precedentemente "e consentirà la gratuità per la grande maggioranza delle famiglie". L'intervento prevede un incremento del sostegno da 1500 a 3000 euro annui per i nuclei con Isee sotto i 25 mila euro e un incremento da 1500 a 2500 per quelli da 25 mila a 40 mila.

Il titolare dell'Economia ricorda inoltre se l'Italia sarà in grado di "preservare e consolidare" la fiducia sui mercati potrà "perseguire un dividendo di credibilità stimabile in 38,5 miliardi nel quadriennio 2019-22" grazie ai risparmi sulla spesa per interessi. E rivendica: la manovra "ha già determinato una percezione di maggiore stabilità della nostra economia" cosi' come "testimoniato dal calo dello spread" che produrrà un "risparmio di 2,7 miliardi per l'anno in corso e 6,7 miliardi nel 2020".

Il ministro conferma l'obiettivo di aprire il cantiere della riforma fiscale complessiva a partire dai primi mesi del 2020 e si dice a favore dello strumento della legge delega. Gualtieri è ottimista sulle prospettive di crescita del Paese, nonostante lo scenario internazionale. La stima di un aumento del Pil dello 0,6% nel 2020 è "ampiamente raggiungibile e anche prudente".

Le stime di Bankitalia e Upb

Una stima di crescita "condivisibile" anche per la Banca d'Italia. Per il 2021, secondo l'istituto di Via Nazionale, "l'obiettivo di crescita (1%) e' un po' superiore alla stima recentemente diffusa dalla Commissione europea (0,7%); non è fuori portata, ma per raggiungerlo appare necessario che si mantengano condizioni finanziarie distese e che non si indebolisca ulteriormente il quadro internazionale".

L'Ufficio Parlamentare di Bilancio promuove le misure contro l'evasione ma chiede di attuare gli interventi messi in campo. "Com'è avvenuto in tutti gli anni recenti - sottolinea - anche in questa occasione la manovra fissa per il 2020 un livello del rapporto deficit/Pil stabile rispetto agli anni precedenti, rinviando agli anni successivi la sua riduzione. Secondo le simulazioni effettuate dall'organismo parlamentare di controllo dei conti, "la manovra di bilancio avrebbe un effetto espansivo sul Pil reale nel complesso del triennio 2020-22 di 0,3 punti percentuali, appena al di sotto di quello stimato dal Mef nel Dpb (0,4 punti).

Tuttavia, per l'Upb, "com'è avvenuto in tutti gli anni recenti, anche in questa occasione la manovra fissa per il 2020 un livello del rapporto deficit/Pil stabile rispetto agli anni precedenti, rinviando agli anni successivi la sua riduzione".



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