Internet: connessi 7 italiani su 10

(AGI) - Roma, 26 mar. - Sono 15 milioni gli italiani che fannoacquisti sul web: per il 37% si risparmia rispetto ai negozitradizionali, per il 33% e' piu' comodo ma solo il 10% si fidapienamente dei pagamenti online, mentre il 65% si mette alriparo da eventuali rischi usando una carta pre-pagata. E'quanto risulta dal dodicesimo rapporto Censis-Ucsi sullacomunicazione. "Fa acquisti sul web ormai il 43,5% degli utenti diinternet, ovvero 15 milioni di italiani", si legge nelrapporto, "comprare prodotti o servizi con un semplice clic delmouse e' un comportamento guidato innanzitutto dall'esigenza

(AGI) - Roma, 26 mar. - Sono 15 milioni gli italiani che fannoacquisti sul web: per il 37% si risparmia rispetto ai negozitradizionali, per il 33% e' piu' comodo ma solo il 10% si fidapienamente dei pagamenti online, mentre il 65% si mette alriparo da eventuali rischi usando una carta pre-pagata. E'quanto risulta dal dodicesimo rapporto Censis-Ucsi sullacomunicazione. "Fa acquisti sul web ormai il 43,5% degli utenti diinternet, ovvero 15 milioni di italiani", si legge nelrapporto, "comprare prodotti o servizi con un semplice clic delmouse e' un comportamento guidato innanzitutto dall'esigenza dirisparmiare". Il 37,1% degli italiani ritiene che, rispetto ainegozi tradizionali, fare la spesa sul web e' piu' economico,prosegue il Censis, laddove la comodita' (si puo' fare da casa,dall'ufficio, in qualunque orario, e la consegna e' adomicilio) rappresenta un sicuro vantaggio per il 32,8%. Unaltro aspetto positivo, secondo i clienti online, e' lasemplicita' delle procedure di shopping in rete, segnalata dal19,8%; per il 12,8% conta l'efficacia dei marketplace sul webrispetto agli esercizi commerciali tradizionali (piu' scelta,piu' informazioni sui prodotti e servizi, possibilita' dimaggiori confronti tra modelli diversi). E per il 7% loshopping online e' semplicemente piu' divertente rispetto alfare acquisti nei negozi tradizionali". Dalle opinioni deiconsumatori emergono anche alcune criticita' connesseall'e-commerce. Il rischio che dietro allo scontrino virtualesi celino truffe, anche legate al sistema dei pagamenti online,e' segnalato dal 28,7% degli italiani. Piu' preoccupatirisultano i consumatori over 65 anni (34,6%) e le persone menoistruite (32,6%). Inoltre, fare spese sul web e' un'attivita'piu' "fredda" rispetto al contatto umano con il negoziante incarne e ossa per il 23,2% degli italiani. Vengono poi espressidubbi legati al buono stato del prodotto consegnato e alla suacorrispondenza con quello proposto online, o anche allatempistica effettiva della spedizione: il 21,8% teme che laconsegna venga fatta in ritardo o con prodotti sbagliati odifettosi. Solo il 10,3% degli italiani si fida inoltre al cento percento dei pagamenti online, prosegue il rapporto. La parterestante si divide tra coloro che reputano ancora tropporischioso effettuare pagamenti in rete e quindi rinunciano alloshopping online per non cadere in eventuali truffe (il 24,4%),e una maggioranza (il 65,3%) preoccupata, ma comunque nondisposta a rinunciare ai vantaggi dell'e-commerce. Questiultimi pensano che i pagamenti online siano un po' azzardati epertanto si mettono al riparo da eventuali rischi usando unacarta pre-pagata. La funzione pratica di internet maggiormentesfruttata nella vita quotidiana, prosegue il rapporto, e' laricerca di strade e localita' (lo fa il 60,4% degli utenti delweb). Segue la ricerca di informazioni su aziende, prodotti,servizi (56%). Poi viene l'home banking (46,2%) e un'attivita'ludica come l'ascolto della musica (43,9%, percentuale che saleal 69,9% nel caso dei piu' giovani). Guardare film (25,9%,percentuale che si impenna al 46% tra i piu' giovani), cercarelavoro (18,4%), telefonare tramite Skype o altri servizi voip(16,2%) sono altre attivita' diffuse tra gli utenti diinternet. Sbrigare pratiche con uffici pubblici e' inveceun'attivita' ancora limitata al 17,1% degli internauti. "Gli utenti si servono sempre di piu' di piattaformetelematiche e di provider che li mettono a diretto contatto coni loro interlocutori o con i servizi di loro interesse,evitando l'intermediazione di altri soggetti", sottolineaancora il Censis, "si sta sviluppando cosi' una economia delladisintermediazione digitale che sposta la creazione di valoreda filiere produttive e occupazionali tradizionali in nuoviambiti. Negli anni della crisi la diminuzione delledisponibilita' finanziarie ha costretto gli italiani a tagliaresu tutto. Ma non sui media digitali connessi in rete, perche'grazie ad essi hanno aumentato il loro potere individuale didisintermediazione, che ha comportato un risparmio netto finalenel bilancio familiare". "Usare internet per informarsi, peracquistare prodotti e servizi, per prenotare viaggi e vacanze,per guardare film o seguire partite di calcio, per svolgereoperazioni bancarie o entrare in contatto con leamministrazioni pubbliche, ha significato spendere meno soldi oanche solo sprecare meno tempo: in ogni caso, guadagnarequalcosa", conclude il Censis. (AGI).