Imprese: Istat, segni di ripresa, una su due aumenta fatturato

(AGI) - Roma, 27 feb. - Segnali di ripresa per il sistemaproduttivo italiano: lo segnala l'Istat nel Rapporto sullacompetitivita'. Secondo l'istituto di statistica, nel corso del2014 "il sistema produttivo italiano ha mostrato segni diripresa, che emergono chiaramente se si considerano anche ledinamiche individuali delle imprese, oltre che gli indicatoricongiunturali aggregati: nei primi tre trimestri dell'announ'impresa manifatturiera su due (tra quelle con almeno 20addetti) ha aumentato il proprio fatturato totale di almenol'1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il miglioramento e'evidente sia rispetto alla media annua del quadriennio2010-2013 (quando un'impresa

(AGI) - Roma, 27 feb. - Segnali di ripresa per il sistemaproduttivo italiano: lo segnala l'Istat nel Rapporto sullacompetitivita'. Secondo l'istituto di statistica, nel corso del2014 "il sistema produttivo italiano ha mostrato segni diripresa, che emergono chiaramente se si considerano anche ledinamiche individuali delle imprese, oltre che gli indicatoricongiunturali aggregati: nei primi tre trimestri dell'announ'impresa manifatturiera su due (tra quelle con almeno 20addetti) ha aumentato il proprio fatturato totale di almenol'1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Il miglioramento e'evidente sia rispetto alla media annua del quadriennio2010-2013 (quando un'impresa su due aveva registrato aumenti difatturato di almeno lo 0,2% annuo) sia, soprattutto, rispettoal 2013 (-2,2% annuo sul 2012)". Secondo l'Istat, nellamanifattura il miglioramento e' diffuso: dei 23 settori quiconsiderati (tutti, a eccezione del tabacco), sono 13 quelliche hanno visto aumentare il valore delle vendite nei priminove mesi del 2014 (7 nel corrispondente periodo del 2013). Icomparti manifatturieri che nel 2014 hanno evidenziato imaggiori incrementi di fatturato mediano sono la fabbricazionedi altri mezzi di trasporto (+6,5%), gli autoveicoli (+4,6%) egli articoli in gomma e plastica (+3,3%). In generale, alcunisettori manifatturieri hanno migliorato un andamento gia'positivo (tessile, articoli in pelle, carta, metallurgia,prodotti in metallo); altri hanno interrotto una performanceprecedentemente positiva (alimentari, bevande, prodottichimici, macchinari); in altri casi si e' avuta una ripresadopo un quadriennio di difficolta' (articoli in gomma eplastica, apparecchiature elettriche, autoveicoli, altri mezzidi trasporto, altre industrie manifatturiere, riparazione emanutenzione); un ultimo gruppo di settori ha peggioratoulteriormente o non ha compensato le perdite passate (articolidi abbigliamento, industria del legno, stampa, computer,mobili). La principale novita' del 2014 e' rappresentata dalmiglioramento delle vendite sul mercato interno dopo anni diristagno o contrazione della domanda (+0,5% la variazionemediana, dopo il -3% in ciascun anno del periodo 2010-2013). Ilfatturato realizzato in Italia e' aumentato in 12 settori su23, contro un solo caso nel periodo precedente. In particolare,e' tornato positivo per i beni strumentali (+0,9%), e'risultato sostanzialmente stagnante - interrompendo la cadutadel periodo precedente - per i prodotti intermedi e di consumonon durevoli (+0,3% in entrambi i casi), ha subito una modestariduzione nei settori dei beni di consumo durevoli (-0,9%), hacontinuato a contrarsi per i prodotti energetici (-4,8%). Anche se in rallentamento, rileva l'istituto di statistica, "lacomponente estera ha continuato a presentare l'andamento piu'vivace della domanda manifatturiera: +1,6% la variazionemediana nel 2014, a fronte del +3,9% in ciascun anno delperiodo 2010-2013". Stagnante (+0,2%) e' invece l'export deibeni energetici, anche a causa del rallentamento del ciclointernazionale e della caduta dei corsi petroliferi nel 2014.L'aumento di fatturato estero del 2013-2014 ha coinvoltosoprattutto le imprese con propensione all'export bassa omedia, secondo l'Istat. Tra quelle che esportano meno di unquarto del proprio fatturato, una impresa su due ha vistoaumentare le proprie esportazioni di almeno l'1,2%, mentre lameta' di quelle che esportano tra il 25 e il 50% del fatturatoha aumentato il valore dell'export di almeno il 4,2%. Leimprese esportatrici presentano anche una migliore performancesul mercato nazionale. Nel 2014 il fatturato mediano delleunita' che esportano oltre il 75% di fatturato e' aumentato dioltre il 4%; quello delle classi di imprese a media propensioneall'export (25-50% e 50-75% di fatturato esportato) e'risultato in lieve crescita (+0,6%) o invariato, mentre e'diminuito (-2,3%) quello delle imprese che esportano meno di unquarto di fatturato. La maggiore capacita' di tenuta suimercati interni da parte delle imprese esportatrici si osservain quasi tutti i settori manifatturieri, a eccezione diabbigliamento, legno e mobili, elettronica/elettromedicale efarmaceutica. Nei primi nove mesi del 2014 il fatturato mediano totalenei servizi alle imprese e' diminuito dello 0,4% rispetto allostesso periodo del 2013, sebbene risulti in leggeromiglioramento rispetto al 2010-2013 (-0,9% in ciascun anno).Solo in 7 comparti dei servizi sui 17 qui considerati unaimpresa su due ha registrato un incremento di fatturato (nelperiodo 2010-13, i settori con un fatturato mediano in crescitaerano 9). Le imprese piu' dinamiche sono state quelledell'attivita' di ricerca, selezione, fornitura di personale(+12,4% per una impresa su due), che hanno migliorato laperformance gia' brillante del 2010-2013 (+5,7% in ciascunanno). Al contrario, 3 settori Kibs (Knowledge IntensiveBusiness Services) - e cioe' "pubblicita' e ricerche dimercato", "attivita' legali e contabilita'" e "altre attivita'professionali e scientifiche" - hanno subito contrazionimediane di fatturato significative (rispettivamente del 4,8,4,5 e 4,1%), anche se i top performers di questi stessi settoririsultano tra i piu' dinamici dell'intero comparto dei servizialle imprese. (AGI)