Ilva: dopo convalida sequestro Afo2 timore di un'estate rovente

(AGI) - Taranto, 30 giu.- L'Ilva di Taranto sembra incamminarsiverso un'altra estate rovente come quella di luglio 2013 quandoil gip Patrizia Todisco, accusando l'azienda di disastroambientale, sequestro' senza facolta' d'uso tutta l'area acaldo del siderurgico, il cuore produttivo dello stabilimento.Dopo che ieri il gip del Tribunale di Taranto, Martino Rosati,ha convalidato il sequestro dell'altoforno 2 disposto dallaProcura a fronte dell'infortunio mortale dei giorni scorsi erespinto la richiesta di facolta' d'uso avanzata dall'azienda,per l'Ilva si delinea uno scenario particolarmente . "Inutilenegarlo, in fabbrica c'e' molta preoccupazione - commentaVicenzo Castronuovo della

(AGI) - Taranto, 30 giu.- L'Ilva di Taranto sembra incamminarsiverso un'altra estate rovente come quella di luglio 2013 quandoil gip Patrizia Todisco, accusando l'azienda di disastroambientale, sequestro' senza facolta' d'uso tutta l'area acaldo del siderurgico, il cuore produttivo dello stabilimento.Dopo che ieri il gip del Tribunale di Taranto, Martino Rosati,ha convalidato il sequestro dell'altoforno 2 disposto dallaProcura a fronte dell'infortunio mortale dei giorni scorsi erespinto la richiesta di facolta' d'uso avanzata dall'azienda,per l'Ilva si delinea uno scenario particolarmente . "Inutilenegarlo, in fabbrica c'e' molta preoccupazione - commentaVicenzo Castronuovo della Fim Cisl di Taranto - i lavoratori cichiedono e la loro domanda e' una sola: e adesso che succede?". Nella sua ordinanza, notificata ieri all'Ilva daicarabinieri del reparto operativo di Taranto e dallo Spesal, ilServizio dell'Asl che si occupa di sicurezza e prevenzione suiluoghi di lavoro, il gip Rosati e' stato molto netto."L'altoforno 2 - scrive il magistrato - e' sprovvisto dei piu'elementari dispositivi destinati ed idonei alla protezionedella incolumita' dei lavoratori, in caso di fiammate o didispersioni di gas o solidi incandescenti". Di qui la convalidadel sequestro senza facolta' d'uso cosi' come disposto dalsostituto procuratore Antonella De Luca, titolaredell'inchiesta per l'incidente mortale all'altoforno 2, e dalprocuratore aggiunto Pietro Argentino. Gia' all'indomani del sequestro la Procura avevaevidenziato che, non essendo chiara la dinamica dell'incidentecostato la vita al 35enne dipendente Ilva - che la sera dell'8giugno riporto' ustioni di terzo grado sul 90 per cento delcorpo e poi mori' il 12 giugno nel Policlinico di Bari -, edessendosi verificati, dopo l'8 giugno, altri incidenti, sempreall'altoforno 2, sia pure di minore gravita', costituiva unacondizione di pericolo e di rischio continuare a tenere lostesso altoforno nella disponibilita' dell'azienda. Di qui lostop. Se non interverranno fatti nuovi, l'Ilva dovra' dunqueportare a termine le manovre di spegnimento dell'altoforno cheha gia' avviato nei giorni scorsi, cosi' come comunicato alcustode giudiziario del sequestro, Barbara Valenzano, gia'custode giudiziario dell'area a caldo col provvedimento del gipTodisco di tre anni fa. Ma ci sono ancora i margini e gli spaziper evitare, anche in extremis, lo spegnimento dell'altoforno2? L'Ilva ritiene di si' e non solo perche' afferma di averrispettato le prescrizioni di sicurezza che dopo l'incidentemortale ha ordinato, in un sopralluogo all'impianto, lo Spesaldell'Asl, ma perche' c'e' un cronoprogramma che prevedeulteriori miglioramenti tra cui l'utilizzo di macchinari peruna serie di attivita', relative all'altoforno, in modo daridurre ancora i fattori di rischio per i lavoratori impegnati.(AGI).

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