Ikea 'rompe' su integrativo, stop dei dipendenti in molte citta'

(AGI) - Roma, 6 giu. - Ikea "vuole arrivare a firmare un nuovoContratto Integrativo aziendale, che sia in linea con il nuovocontesto economico e sociale e assicuri basi solide allosviluppo futuro della presenza di Ikea in Italia": in una notal'azienda svedese prende cosi' posizione nella giornata dellosciopero dei dipendenti proclamato dai sindacati "a seguitodella disdetta unilaterale della contrattazione integrativaeffettuata dall'azienda". La criticita' perdurante dell'attuale contesto economico econcorrenziale ha spinto Ikea Italia a decidere di nonrinnovare automaticamente il Contratto Integrativo Aziendale dicui alcuni temi risalgono al 1993 e altri al 2000,

(AGI) - Roma, 6 giu. - Ikea "vuole arrivare a firmare un nuovoContratto Integrativo aziendale, che sia in linea con il nuovocontesto economico e sociale e assicuri basi solide allosviluppo futuro della presenza di Ikea in Italia": in una notal'azienda svedese prende cosi' posizione nella giornata dellosciopero dei dipendenti proclamato dai sindacati "a seguitodella disdetta unilaterale della contrattazione integrativaeffettuata dall'azienda". La criticita' perdurante dell'attuale contesto economico econcorrenziale ha spinto Ikea Italia a decidere di nonrinnovare automaticamente il Contratto Integrativo Aziendale dicui alcuni temi risalgono al 1993 e altri al 2000, "conl'obiettivo di ridiscuterne i contenuti, guidati, oggi come inpassato, dai valori aziendali e ispirati a principi di equita'sociale e corresponsabilita'. Questa decisione si inserisce inun percorso di confronto iniziato insieme al Sindacato piu' diun anno fa". L'azienda fa sapere che "questo sforzo congiunto direvisione tra azienda e sindacati ha l'obiettivo di assicuraresolidita' ai posti di lavoro esistenti, aprire nuovi puntivendita e creare nuova occupazione. I contenuti dell'attualeContratto Integrativo continueranno ad essere regolarmenteapplicati, vista la prosecuzione delle trattative, per le qualisono gia' state fissate le date dei due prossimi incontri". Quindi, si sottolinea nella nota, Ikea "non vuolecancellare le maggiorazioni festive e domenicali, ma solodiscutere su come renderle piu' eque per tutti (oggi alcunesono al 130% mentre altre al 30%), e su come ripartire megliole presenze". L'azienda inoltre "ha proposto di rivederel'attuale sistema dei Premi ("Aziendale" e "di Partecipazione")per armonizzarlo con quello del Gruppo Ikea gia' attivo inmolti altri Paesi in cui e' presente, e che prevede cheresponsabili e collaboratori lavorino con gli stessi obiettivi.Questo sistema e' gia' applicato ai manager e, negli ultimi dueanni, ha raggiunto percentuali di pagamento piu' alte rispettoa quanto e' stato pagato in passato". La visione di Ikea, conclude, "e' quella di creare una vitamigliore per la maggioranza delle persone, inclusi tutti i suoicollaboratori". Grande partecipazione oggi allo sciopero delle lavoratricie dei lavoratori Ikea, indetto dalle organizzazioni sindacalidel commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Delle 16 ore di sciopero proclamate lo scorso 29 maggio, leprime otto erano nella disponibilita' dei singoli puntivendita, che si sono pero' fortemente coordinati al punto diaver scioperato quasi tutti in contemporanea: per i sindacati,si tratta di "un fortissimo segnale di unita' fra ilavoratori". "Oggi abbiamo visto la prova generale dello scioperonazionale, del quale non e' stata ancora decisa la data ma chepotrebbe essere indetto gia' la prossima settimana " dichiaraGiuliana Mesina della segreteria nazionale Filcams Cgil "il 12giugno abbiamo l'incontro con l'Azienda, gia' fissato da tempo,dove saremo decisi a proseguire nella trattativa, ma senza checi vengano imposti ricatti come quello che l'azienda ha provatoa fare con la disdetta". Alta l'adesione in molte citta', secondo quanto riporta lanota sindacale: piu' del 95% a Firenze, 90% a Napoli cosi comea Carugate, piu' dell'80% a Corsico e oltre il 60% a SanGiuliano. Adesione oltre il 70% a Brescia e Roma, a Bolognapiu' del 95%, - solo i manager all'interno del negozio, mentrea Genova l'azienda e' stata costretta alla chiusura il puntovendita. I lavoratori hanno incrociato le braccia e hannodistribuito volantini alla clientela, spiegando le loromotivazioni. Il taglio delle maggiorazioni per il lavoro domenicale e'uno dei temi piu' sentiti dai "co-workers" (come li chiamaIKEA) : un part time, e in questa azienda sono il 70%dell'intero organico, rischia di perdere fino a 1500 euroall'anno. "Non e' giusto che un'azienda che domina incontrastata ilmercato come Ikea faccia pagare a noi la crisi, piu' di quantonon si sia gia' pagato" dice una lavoratrice part time "abbiamocontribuito con il nostro lavoro al grande successo di questamultinazionale in Italia, e non vogliamo veder crollare 25 annidi contrattazione in un attimo. Lotteremo per difendere inostri diritti". (AGI).