Groupon è in difficoltà e cerca acquirenti: le due soluzioni possibili

L’azienda dei coupon da tempo naviga in acque incerte. E ora cerca un approdo 

groupon in vendita 

Dopo 10 anni di attività come azienda indipendente, potrebbe chiudersi un ciclo. Groupon, la nota impresa di ecommerce basata sull’offerta di sconti e buoni da parte di negozi e servizi, sta cercando un acquirente. Lo ha rivelato la testata Recode, secondo la quale nello scorso mese Groupon avrebbe contattato diverse aziende per capire se fossero interessate a una acquisizione.

Lanciata nel 2008, con base a Chicago, l’azienda - che mette in contatto i commercianti locali con i consumatori in cerca di offerte speciali e a buon prezzo - per anni ha rappresentato con i suoi coupon e buoni digitali un caso di successo nel mondo delle startup tecnologiche e dell’ecommerce. Al punto di rifiutare una offerta di acquisizione da parte di Google per 6 miliardi di dollari nel 2010. E a prima vista aveva fatto bene. Al tempo del collocamento in Borsa, avvenuto nel 2011, Groupon valeva più di 16 miliardi di dollari. Oggi però, dopo anni di difficoltà, la sua quotazione è ben diversa e si aggira sui 2,4 miliardi di dollari.

Gli investitori hanno visto le azioni in caduta libera, fino all’80 per cento dal momento di picco, avvenuto dopo la quotazione nel 2011. E ancora quest’anno sono scese del 15 per cento. Una china discendente cui, dal 2015, ha cercato di opporsi il Ceo Rich Williams, attraverso varie iniziative, dalla scelta di concentrarsi solo su alcuni mercati al lancio di nuove funzioni fino alla decisione di tornare a puntare di più sul business (originario) dei coupon digitali. Iniziative che non si sono tradotte però in una crescita robusta dei ricavi.

Ecco quindi il tentativo di trovare un acquirente. In lizza, tra i possibili colossi interessati, in passato ci sono stati Alphabet, Facebook, Apple e Amazon. Ora però si parla soprattutto di Alibaba, il gigante dell’ecommerce cinese, e di IAC/InterActiveCorp, il conglomerato mediatico americano. Infatti Alibaba si era già comprato il 5,6 per cento di azioni della società di Chicago nel 2016. Mentre IAC ha dei legami con Groupon a livello manageriale - il suo Ceo, Joey Levin, è nel board dell’azienda di buoni-sconto.



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