In Germania non hanno preso molto bene il bazooka di Mario Draghi

Da Berlino si alza un coro quasi unanime di condanna per le misure approvate che mandano "un segnale pericoloso agli altri paesi dell'Eurozona"

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CHRISTOF STACHE / AFP
Clemens Fuest

"Un segnale pericoloso". sono prevalentemente negative in Germania le reazioni a caldo al taglio dei tassi al rilancio del Qe annunciato dal presidente della Bce, Mario Draghi. Molto duro l'economista del centro Leibniz per la ricerca economica europea (Zew), Friedrich Heinemann, secondo il quale il pacchetto deciso a Francoforte "va ben oltre il sostenibile" e che considera negativo il fatto che "i critici di ulteriori acquisti di titoli non siano riusciti a imporsi su Draghi".

A detta dell'esperto, con le sue decisioni il consiglio Bce invia "un segnale pericoloso agli altri Paesi" dell'Eurozona. Più articolata la reazione di Clemens Fuest, il presidente dell'autorevole istituto Ifo: "A perdere dai tassi in calo sono i risparmiatori, non le banche. In presenza di un peggioramento congiunturale e del calo delle aspettative sull'inflazione la decisione della Bce è sicuramente comprensibile. Al tempo stesso risulta chiaro che la politica monetaria è giunta ai suoi limiti e che devono arrivare stimoli alla crescita da altri ambiti della politica, soprattutto nel senso di riforme economico-politiche e migliori condizioni di quadro per investimenti privati e pubblici".

A detta del presidente dell'associazione bancaria tedesca, Hans-Walter Peters, le misure annunciate da Draghi si basano invece su "aspettative sbagliate", dato che la paura di una deflazione nella zona euro "non e' riconoscibile a nessuna latitudine", così come l'attuale debolezza economica "non giustifica ulteriori programmi d'emergenza" dal punto di vista valutario. La pensa così anche l'Associazione dell'economia assicurativa (Gdv), secondo cui la Bce sta utilizzando strumenti "che dovrebbero essere messi in campo solo in situazioni di crisi".

Per il presidente dell'associazione delle casse di risparmio tedesche, Helmut Schleweis, la politica monetaria espansiva "comporta più danni che vantaggi" e il messaggio inviato è "fatale", dato che "l'economia europea deve mettersi in sintonia con un mondo di tassi negativi ancora più a lungo e in modo ancora piu' profondo".

Una difesa delle scelte di Draghi arriva invece dall'esperta finanziaria dei Verdi tedeschi, Lisa Paus, secondo cui "la Bce è il capro espiatorio sbagliato: in Germania, per esempio, deve agire il governo federale, il cui compito è quello di di allontanare possibili effetti negativi per gli i risparmiatori. È giunto il momento di varare un pacchetto di investimenti orientato al futuro".

Sostiene invece Sebastian Wanke, capo economista del gruppo bancario Kfw, che le scelte della Bce era atteso, "ma solo pochi credono che queste misure possano stimolare ulteriormente congiuntura e inflazione". A detta di Wanke, quello di oggi e' "l'ultimo grande lancio di Draghi". 



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