Cosa ha attratto mezzo milione di visitatori nella "Disneyland" bolognese del food

L'ad Tiziana Primori illustra all'Agi il primo bilancio di Fico: dal "giro d'Italia delle salsicce" al tour guidato nelle fattorie del parco agroalimentare più grande del mondo

Cosa ha attratto mezzo milione di visitatori nella "Disneyland" bolognese del food

"Il bilancio è tutto positivo, abbiamo fatto tesoro di alcune critiche iniziali, abbiamo cercato di cambiare, siamo cambiati: siamo appena nati,  stiamo lavorando per capire come fare meglio”. A tracciare per l'Agi un primo bilancio su Fico, il parco agroalimentare più grande del mondo inaugurato a Bologna lo scorso 15 novembre, è Tiziana Primori, amministratore delegato di FICO Eataly World. E' partito il primo pacchetto turistico ideato da Bologna Welcome – il Convention & Visitors Bureau della città di Bologna – in collaborazione con la Fabbrica Italiana Contadina.

"Nelle prime sette settimane - spiega Primori - Fico ha attratto 500.000 visitatori soprattutto dal Centro Nord, e anche stranieri, in particolar modo da Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Germania, Olanda e Spagna. Il parco sta andando molto bene anche a gennaio, abbiamo avuto le visite delle famiglie sempre con una forte presenza da fuori Bologna e anche un aumento delle presenze straniere: il bilancio sarà presentato a fine mese".

Intanto, da oggi, il tour “FICO & the City” è disponibile sul sito web di Bologna Welcome www.bolognawelcome.com e include la visita guidata alla città di Bologna, il transfer e la visita a FICO Eataly World accompagnati da un Ambasciatore della Biodiversità. E nei primi giorni del nuovo anno, i più prestigiosi quotidiani Usa come il New York Times, il Los Angeles Times e il New York Post hanno consigliato ai propri lettori di inserire la Regione Emilia-Romagna e FICO Eataly World tra le mete da non perdere per il 2018. In gennaio, ricorda l'amministratore delegato, a Fico ci sono state diverse novità. "Sono arrivati i primi 500 studenti americani che studiano in Italia per sei mesi - racconta Primori -  e hanno fatto il tour guidato con la possibilità di degustazione.

Questo mese è iniziato anche il percorso dei mestieri. Essendo una fabbrica, dobbiamo parlare di tutti i mestieri: siamo partiti con quello più duro, l’allevatore. Quasi mille allevatori tutti i giorni sono presenti per spiegare il loro lavoro, che consiste nell'allevare maiali, vacche o api, tutti gli animali. Nei week end facciamo il percorso 'largo ai piccoli', dove gli allevatori accompagnano tutti i bambini e spiegano cosa sono gli animali, come vivono, quali sono le loro caratteristiche. Abbiamo avuto anche quattro nuovi nati tra dicembre e gennaio, due agnellini e due vitellini, quindi anche il percorso della nascita e della crescita è stato molto bello". 

Come va la ristorazione?

"La risposta economica è positiva. Siamo assolutamente in linea con le attese con i dati delle prime sette settimane e con i  visitatori che stanno arrivando anche a gennaio. Stiamo lavorando molto sul percorso di fabbriche che producono, sulla conoscenza dei prodotti e anche sulla ristorazione nei nostri 45 luoghi di ristoro, che sono molto diversi l’uno dall’altro. Abbiamo i ristori delle fabbriche, e quindi ad esempio il panino con la mortadella appena fatta, oppure lo yogurt che vedi produrre e che puoi assaggiare immediatamente, tutti i cibi da strada fino ad arrivare allo chef stellato. La cosa particolare di questo mese è il giro d’Italia delle salsicce: 40 salsicce diverse che vengono somministrate dai vari luoghi di ristoro e che provengono da tutta Italia".

E i prezzi? C’è chi dice che sono troppo cari…

"Stiamo parlando di cibo e prodotti di qualità, quindi il valore aggiunto del singolo prodotto è coerente con il rapporto qualità-prezzo. In realtà Fico ha una possibilità, in base alla biodiversità italiana, di ampiezza di prodotti sia di ristorazione che di acquisto, che anche la fascia di prezzo è ampia. Posso mangiare ad esempio un piatto di pasta che va dagli 8 ai 12 euro a seconda di come è preparata, di cosa sto mangiando, se è fatta a mano o con ripieno, fino alla degustazione - in questo momento pensiamo alle salsicce - con un menù che può andare dagli 8 ai 10 euro. Abbiamo un cibo da strada molto particolare, dal lampredotto, alla piadina, agli arrosticini, le fasce di prezzo sono tantissime. E’ chiaro che abbiamo prodotti molto particolari, di nicchia, che hanno un certo prezzo e prodotti che sono sempre degli Igp, dei Dop, fabbricati a Fico, che hanno comunque un altro prezzo e un’altra fascia".

Che cosa preferiscono i consumatori?

"A Fico si sentono parlare tutti i dialetti, anche lingue straniere, e gli interessi sono diversi. Cosa anche bella, siamo amati dai giovani, e non mi riferisco a quelli accompagnati dalle famiglie: c’è una fascia di frequentatori tra i 18 e i 25 anni, e in questo caso la ricerca è più per le particolarità e la velocità.

Poi abbiamo gli amanti della biodiversità del cibo, con una ricerca un po' più particolareggiata rispetto al tema, e una possibile attenzione a prezzi più alti. Poi ci sono le famiglie: in questo caso l’offerta è più su un cibo sociale, la pizzeria o il chiosco da strada. Condito tutto dal fatto che abbiamo anche un turismo da business molto importante non solo per noi ma per l’Italia: diciamo che gli opinion leader dei vari Paesi vengono, fanno dei corsi, dei percorsi guidati, dei meeting. Il 30 gennaio abbiamo la Sial che presenta il programma direttamente a Fico, una vera e propria istituzione nel mondo francese del cibo. In questo caso c’è ancora un interesse diverso, magari per  un ristorante particolare e un prodotto ancora più particolare. In questo siamo davvero l’Italia, con tutte le sfaccettature e tutta la voglia di mettere insieme anche quella coerenza tra il cibo per tutti, buono, e il cibo particolare, magari più costoso. Siamo un Paese unico e qui si vede".

Ci saranno aggiustamenti a Fico, dopo la fase iniziale?

"Noi siamo un parco vivente che deve includere il vissuto di tutti i nostri visitatori, quindi ogni giorno pensiamo a come modificare e definire. Abbiamo apportato modifiche iniziali sulla logistica, abbiamo fatto una doppia entrata e selezionato in modo diverso il pagamento con le casse, stiamo lavorando per far 'uscire' le fabbriche, mettere meglio gli orari di produzione per far capire meglio alcuni elementi. Sì a modifiche permanenti in termini di grandi ascolti, però molte cose sono già state fatte: adesso siamo nella fase di consolidamento".



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