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Descalzi: "Con l'ingresso nell'eolico offshore in Gb un posto nel futuro dell'energia"

Descalzi: "Con l'ingresso nell'eolico offshore in Gb un posto nel futuro dell'energia"

L'amministratore delegatto di Eni al Sole24Ore commenta l'acquisizione da Equinor e SSE Renewables del 20% del progetto nell'eolico offshore per le prime due fasi di Dogger Bank Wind Farm 

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© MIGUEL MEDINA / AFP - Claudio Descalzi

AGI - "Con l'ingresso nel progetto ci siamo assicurati una posizione privilegiata per lo sviluppo di una tecnologia e di un'area che rappresentano il futuro dell'energia". Così l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in un'intervista al Sole24Ore commenta l'acquisizione da Equinor e SSE Renewables del 20% del progetto nell'eolico offshore per le prime due fasi di Dogger Bank Wind Farm, al largo della costa nord-orientale dell'Inghilterra.

Con l'acquisizione, spiega l'ad di Eni, "abbiamo messo un piede nel più grande progetto al mondo nell'eolico offshore con una quota in capo a Eni che sarà di circa 500 megawatt rispetto ai 2,4 GW delle prime due fasi di Dogger Bank. Inoltre, lo abbiamo fatto puntando su una tecnologia che, laddove ci sono le giuste condizioni, rappresenta il futuro dell'energia perché garantisce una distribuzione continua e ha un fattore di carico del 60% che, a fronte del 30% dell'eolico onshore e del 20% del fotovoltaico, è un valore molto importante. Senza contare che, rispetto all'obiettivo di 5 gigawatt di potenza installata da rinnovabili al 2025 messa nero su bianco nel nostro piano, questo e' un passo fondamentale".

Un traguardo che Descalzi definisce "importante". "La produzione di energia - spiega l'ad di Eni - arriverà infatti a traguardo in tempi rapidi, la prima fase sarà completata entro il 2023 e la seconda entro fine 2024 e poi c'è tutto un sistema che accompagna l'investimento con normative e incentivi ad hoc. Senza contare che il 70% dello sforzo, necessario per la costruzione del parco eolico offshore (i due step comporteranno un investimento complessivo di 6 miliardi di sterline, ndr), è già coperto dal project financing".

Per Eni, spiega Descalzi, è "un'occasione unica per accumulare esperienza operativa. Noi abbiamo già sviluppato e sviluppiamo dei progetti nell'eolico in Kazakistan, in Italia, negli Usa. L'eolico offshore, però, rappresenta il futuro per cui partecipare al progetto più grande su scala mondiale ci permetterà di acquisire expertise sulla parte tecnologica, nell'approvvigionamento, nella costruzione e in altre aree, e farà crescere professionalmente i nostri ingegneri".