Descalzi, gas e rinnovabili sono il futuro

L'amministratore delegato di Eni dal Meeting di Rimini, "binomio per raggiungere obiettivi Cop21"

Descalzi, gas e rinnovabili sono il futuro
 Descalzi
eni (foto eni)

Rimini - "Il gas e le energie rinnovabili sono il futuro, il binomio che ci puo' garantire di raggiungere gli obiettivi di Cop21": e' quanto ha affermato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini in un dibattito moderato dal presidente Rai Monica Maggioni. Per Descalzi, "la sicurezza energetica non puo' prescindere assolutamente dall'ambiente", e in quest'ottica "il carbone deve sparire".

Descalzi ha detto di condividere "assolutamente" l'appello all'unita' lanciato venerdì dal palco del Meeting di Rimini dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "L'unita' e' un fatto essenziale", ha affermato, "combattere le divisioni e' vero per l'Italia ma e' vero per il mondo. I fatti geopolitici ci stanno insegnando che siamo sempre piu' in un mondo di divisioni, un mondo urlato; chiaramente in un mondo difficile, per andare avanti ci vuole unita'".

Tra le sfide internazionali più urgenti, c'è la Libia: "La preoccupazione e' forse piu' per le cose che succedono o che non succedono fuori dalla Libia, piu' che per quello che succede dentro la Libia", ha affermato Descalzi. "Il popolo libico vuole essere unito", ha aggiunto, "sta combattendo per essere di nuovo un popolo unito in un Paese unito. Dobbiamo essere sicuri che tutti gli stati internazionali stiano facendo del loro meglio per mantenere una Libia unita e questa e' la sfida futura".  

Un segnale di speranza per tutta la regione è rappresentato dalla scoperta e la messa in produzione del maxi giacimento di Zohr al largo delle coste egiziane: per Descalzi, oltre a essere un volano di sviluppo, costituira' un'occasione di "dialogo e di pace" in Nord Africa e Medio Oriente. Intervenendo al dibattito intitolato 'Mappe: Pezzi di guerra e vie di pace', l'ad di Eni ha osservato che il Mediterraneo "e' l'esempio di come l'uomo e' destinato a stare insieme", anche se e' innegabile che l'area sta attraversando "tensioni crescenti di tipo ideologico e religioso". Tuttavia, "la grande scoperta di Zohr, messa a sistema con quelle fatte nelle acque di Cipro e Israele, hanno portato l'Egitto e Israele a parlarsi, e prima non era cosi'". L'energia, e in questo caso il giacimento di Zohr, ha sottolineato l'a.d., "e' diventata cosi' un'occasione di comunicazione". 

Non solo Egitto, comunque, perchè per Descalzi tutta "l'Africa e' una grande opportunita' per l'Europa, sia dal punto di vista economico che sociale". Per l'ad di Eni l'Africa "dal punto di vista energetico, e' un paradosso: ha piu' del 15% della popolazione mondiale ma consuma il 3-4% di energia", a fronte dell'Europa che "consuma il 15% dell'energia mondiale pur rappresentando circa il 6-7% della popolazione". Eppure, il continente "ha piu' energia degli Stati Uniti, non solo gas e petrolio, ma anche vento, acqua e sole". Il punto e' che "esporta l'80% delle materie prime che produce: esporta tutto e non tiene niente per se'", e questo perche' e' stato creato "un modello che l'ha resa debole, provocando tra l'altro grandi ondate migratorie". Da qui la necessita' di una svolta, in quanto "la nostra forza e' rendere forti i deboli", un modo che consentirebbe anche, "con il progredire dell'Africa, di ridurre i flussi migratori verso l'Europa".(AGI)