Cravatta a pois e tacco 12, red carpet per debutto Boccia in Confindustria

Cravatta a pois e tacco 12, red carpet per debutto Boccia in Confindustria
Vincenzo Boccia (Imago) 

di Monica Setta

É di rigore la cravatta a pois, un must per la business community che stamattina si ē ritrovata all'Auditorium della musica di Roma alla consueta assemblea annuale della Confindustria per il primo discorso ufficiale del nuovo leader Vincenzo Boccia, salernitano, classe 1964, niente da invidiare all'aplomb dei grandi  capitani del capitalismo italiano delle grandi famiglie. Fiori sul palco, poltrone rosso rubino ed una prima fila degna delle grandi occasioni - con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella seduto accanto a Linda Lanzillotta Bassanini, elegantissima in nero con profili candidi- per l'esordio del successore di Giorgio Squinzi che ha esibito, oltre ad una capacità di equilibrio e sintesi, anche una cravatta negli stessi toni di quella indossata da Carlo De Benedetti, Urbano Cairo, Vincenzo De Luca e Luigi Abete. Assente il premier Matteo Renzi (in Giappone per il G7) Boccia ha lanciato al governo un assist perfetto: ha chiesto interventi per ridurre le tasse sul lavoro rilanciando così occupazione e investimenti offrendo in cambio un ragionamento costruttivo sul referendum costituzionale di ottobre che potrebbe portare al fatidico "sí" della Confindustria.

A parte un fisiologico velo di commozione parlando del padre, Boccia ha convinto tutti con un fair play asciutto, degno di chi non ē abituato a personalizzare gli eventi. "Certo sono contento" ha confidato agli intimi "ma l'importante ē far parlare i fatti, tenere unita la Confindustria mantenendola ' no partisan' ma fortemente rappresentativa degli interessi degli imprenditori e del sistema paese". Nessuna concessione al frivolo, dunque, nel red carpet che ha visto sfilare i numeri uno dell'impresa o della finanza, completi grigi d'ordinanza per gli uomini, nero imperante - con qualche felice eccezione come il soprabito fucsia del presidente Eni Emma Marcegaglia o lo spolverino color crema del leader delle Poste Luisa Todini- per le donne. Semmai, qualcuna, ha giocato sugli accessori per dare un tocco di colore. Ecco dunque la sciarpa bianco nera di Beatrice Lorenzin, le scarpe gialle di Berta Zezza o il completo firmato Tod's di Ruth Weiner Graells.

 

 


Total look nero pece anche per Renata Polverini che indossava occhialini ton sur ton mentre il ministro Stefania Giannini - in controtendenza - ha puntato su un completo pantalone bianco candido come il capo ufficio stampa della Luiss Annalisa Pacini.

 

 


Altra curiosità, il tacco. Doverosamente intorno ai 12 cm quello delle ministre o delle imprenditrici. Celeste, invece, il mood delle camicie dei big che, subito dopo la fine dell'assemblea, sono scappati concedendosi solo per pochi minuti- come hanno fatto Pierferdinando Casini, Alessandro Profumo o Graziano Delrio- ai flashes dei fotografi. Fra i più paparazzati il nuovo ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che ha convinto nel suo intervento d'esordio. "E' stato bravo" ha commentato Urbano Cairo. Low profile, infine, il capitolo buffet. A margine dell'attrezzatissima sala stampa, nell'angolo bar decorato da enormi fasci di fiori, solo caffè e acqua minerale.  (AGI)