Alitalia e Atlantia, primo banco di prova per la tenuta del governo giallorosso

Da una parte c'è la possibilità della revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia (Aspi), dall'altra il ruolo che Atlantia avrà nel salvataggio e rilancio della compagnia di bandiera

Alitalia atlantia governo conte
Foto: Tiziana Fabi / Afp
  Alitalia

La revisione delle concessioni autostradali e l'operazione Alitalia sono tra i primi dossier (i più spinosi) che il nuovo esecutivo dovrà affrontare nell'immediato. Il primo test per la tenuta dell'alleanza M5s-Pd. Da una parte c'è lo scontro di vedute sulla revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia (Aspi) a un anno dal crollo del ponte Morandi, dall'altra il ruolo che Atlantia (maggior azionista di Aspi) avrà nel salvataggio e rilancio della compagnia di bandiera.

I due dossier sono strettamente intrecciati. Sul fronte delle concessioni, la posizione del nuovo ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, è in netto contrasto con quella del suo predecessore, Danilo Toninelli. La parola "revisione" scritta nero su bianco nel programma di governo di Pd e M5s al posto della "revoca senza se e senza ma" più volte invocata dall'ex vicepremier Luigi Di Maio e dallo stesso Toninelli fa intravedere all'orizzonte una soluzione di compromesso per Aspi.

Anche se la situazione è tutt'altro che chiarita, visto l'avvertimento lanciato dal senatore M5s Mario Giarrusso: "Darò la fiducia al governo Conte in base alla posizione che avrà il Pd rispetto alle dichiarazioni fatte dal ministro De Micheli o se il ministro stesso chiarirà meglio. La posizione del M5s è chiara: siamo per la revoca delle concessioni" e "non diamo la fiducia se si inizia subito a martellare l'accordo". è da vedere adesso quanto la minaccia resti isolata o sia la premessa di uno strappo tra i neo alleati.

Il dossier Alitalia è un altro nodo da sciogliere e i lavori in corso tra i potenziali nuovi soci sono ancora lontani da una soluzione sul piano industriale. Il termine per la presentazione delle offerte vincolanti è quasi certo che slitterà rispetto alla scadenza del 15 settembre (fonti vicine al dossier e i sindacati parlano di oltre una settimana di proroga), anche se l'ad di Fs, Gianfranco Battisti, è più cauto. Parlando a margine del Forum Ambrosetti, ha chiarito che la decisione sarà presa dopo aver incontrato il nuovo esecutivo: "Aspettiamo nei prossimi giorni l'incontro con il governo - ha spiegato - poi facciamo il punto e rappresentiamo lo stato dell'arte. Condivideremo i prossimi passi, per ora è prematuro dire se posticiperemo di qualche giorno".

Battisti, interpellato dai cronisti, ha assicurato comunque che la compagine della newco che intende rilanciare Alitalia è molto solida: "Credo sia la migliore che potessimo mettere in campo - ha detto - e non credo ci sia bisogno di nuovi soci". Quindi ha spiegato: "Stiamo lavorando sul piano industriale. Noi il nostro ruolo lo abbiamo fatto. Delta ha cambiato atteggiamento? Non ci risulta, c'è un'interlocuzione attiva da sempre, è una normale negoziazione come ce ne sono state tante altre con altri partner. Sono ancora in corso di definizione alcuni dettagli".

Finora le offerte per Alitalia hanno interessato Atlantia accanto a Fs, Delta e Tesoro. Il vertice tra Battisti, Giovanni Castellucci (ad di Atlantia) e Ed Bastian (ceo di Delta) potrebbe tenersi attorno al 16-17 settembre (data da concordare), dopo il cda di Fs di martedì prossimo che secondo indiscrezioni dovrebbe esaminare l'operazione, e quello di Atlantia fissato venerdì 13. Non è certo come potrebbe evolvere la vicenda, ma la strada appare decisamente meno in salita. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.