Condividere l'auto ci piace sempre di più, ma a quella di proprietà non rinunciamo

Si conclude la settimana europea della mobilità. Le città si organizzano per sviluppare il trasporto pubblico, ma il traffico privato non cala. Anzi

Condividere l'auto ci piace sempre di più, ma a quella di proprietà non rinunciamo

Sette giorni all’insegna dei trasporti non inquinanti e della sostenibilità ambientale. La Settimana Europea della Mobilità si è svolta dal 16 al 22 settembre e quest’anno ha scommesso sul concetto di sharing: ridurre l’impatto ambientale grazie al trasporto in comune e, già che ci siamo, rendere gli spostamenti più ‘social’. In tutta Europa sono stati oltre 600 gli eventi e le azioni a tema mobilità sostenibile, con circa 2.400 città registrate.

Giunta alla sua sedicesima edizione e promossa dalla Commissione Europea, la Mobility Week 2017 cerca come ogni anno di diffondere la cultura dei trasporti puliti e di individuare buone pratiche per un futuro sostenibile, premiando le città più virtuose. In Italia sono 123 i comuni che hanno aderito all’iniziativa, con eventi di sensibilizzazione, sconti sul car sharing e, in alcuni casi, una giornata senz’auto.

 

Mobilità in Europa: il numero di automobili

Ma quali sono i numeri europei quando parliamo di mobilità? Se durante la Mobility Week si punta a promuovere un trasporto pulito, nel resto dell’anno l’Europa continua in media a viaggiare per lo più in automobile. Gli ultimi dati su mobilità e trasporto rilasciati nel 2017 dalla Commissione Europea forniscono infatti un quadro ancora lontano dal concetto di sostenibilità.

Le statistiche europee, aggiornate alla fine del 2015, mostrano che la ‘flotta’ di automobilisti fino a due anni fa è cresciuta in quasi tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Questo si capisce in particolare analizzando il numero di veicoli ogni mille abitanti, che è aumentato progressivamente nella maggioranza dei paesi.  Il tasso medio europeo nel 2015 è di 0,48 veicoli per abitante, quasi un’automobile ogni due persone.

 

Come si vede dal grafico, in cima alla classifica della motorizzazione ci sono diversi paesi di piccole dimensioni. Al primo posto il Liechtenstein, Stato dell’Europa centrale racchiuso tra Svizzera e Austria, seguito dall’Islanda, uno dei paesi meno popolati del vecchio continente ma con una media di 0,7 auto per abitante. L’Italia si trova al quinto posto, dopo Lussemburgo e Malta, con 616 veicoli ogni mille abitanti – più di uno ogni due persone, un dato che supera la media europea.

Il nostro paese detiene un altro curioso record rispetto alla proporzione di auto sul territorio. Nella classifica delle 10 regioni d’Europa con più alto numero di veicoli per abitante, ben 6 regioni sono italiane: Valle D’Aosta, Piemonte, Umbria, Molise, e le province autonome di Trento e Bolzano.

 

Oltre 37 milioni di veicoli in Italia

Quante sono, quindi, le automobili che circolano in Europa? Secondo l’European Vehicle Market Statistics, alla fine del 2015 il numero totale di veicoli europei registrati era 251 milioni.

In questa cornice, il nostro Paese si trova al secondo posto della classifica europea, con oltre 37 milioni di auto registrate, dopo la Germania che ne conta 45 milioni. Al terzo posto la Francia, con 32 milioni di veicoli.

 

Il trasporto pubblico italiano

Se il numero di automobili private sale, ci si può facilmente aspettare che l’utilizzo dei mezzi pubblici diminuisca. Questa semplice ipotesi è confermata, a livello italiano, dalle ultime statistiche rilasciate dall’ISTAT sulla mobilità urbana nel nostro paese. Anche in questo caso, i dati disponibili risalgono alla fine del 2015.

Prima di tutto, si osserva una diminuzione complessiva del numero di passeggeri annui del trasporto pubblico locale: tra il 2011 e il 2015 autobus, tram e metropolitane italiane hanno perso circa 400 milioni di utenti.

 

Questo calo viene rispecchiato anche dall’andamento specifico che riguarda la domanda di trasporto pubblico locale: come si vede dal grafico, siamo passati da 217 passeggeri annui per abitante nel 2011 a 187 nel 2015.

Torino e Firenze hanno invertito questa tendenza, con un aumento rispettivamente di 50 e 8 passeggeri per abitante nel corso di cinque anni. Roma e Milano seguono invece l’andamento italiano, anche se nel capoluogo lombardo c’è stata una crescita tra il 2014 e il 2015, confermata dai dati preliminari dell’ultimo biennio.

L’orizzonte del car sharing

Dal quadro che emerge fin qui, l’Italia è un paese che va ancora troppo in macchina. E il car sharing? Condividere i mezzi di trasporto è una delle strategie individuate non soltanto dall’edizione 2017 della Settimana della Mobilità, ma anche da alcune specifiche linee di finanziamento della Commissione Europea. Ed è proprio questa una delle strategie che potrebbe aiutare il nostro paese ad andare verso gli obiettivi europei di una mobilità sostenibile.

Del resto i primi risultati già si vedono: anche se siamo ancora lontani dal poter considerare il car sharing un sistema di trasporto sostitutivo a quello privato, nell’ultimo anno c’è stata un’impennata nell’utilizzo delle auto in condivisione. È quanto emerge da uno studio condotto da Urbi, l’aggregatore dei principali sistemi di mobilità condivisa nel nostro Paese, secondo cui in Italia circolano oggi oltre 5.000 veicoli utilizzati dagli abbonati ai servizi di sharing a Milano, Roma, Torino e Firenze.

 

 

 

Nell’arco di sei mesi, da inizio settembre 2016 a fine febbraio 2017, si può osservare un notevole aumento dei mezzi di trasporto condivisi a Milano e Roma (c’è stato invece un leggero calo a Torino e Firenze).

Ma se consideriamo il numero medio di viaggi effettuati nel corso di una giornata, ecco che nelle quattro città di riferimento i numeri sono sempre in crescita. È solo l’inizio per promuovere quel cambio culturale tanto auspicato dalla settimana europea della mobilità, e dal suo slogan secondo cui “condividere porta lontano”.



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