Banda ultralarga nel Lazio? Molto bene, ma soprattutto nella Capitale

La copertura a 30Mbps è oggi del 54.5% degli immobili e quella a 100Mbps arriva al 21%, uno dei dati migliori su scala nazionale

Banda ultralarga nel Lazio? Molto bene, ma soprattutto nella Capitale

“Connettività, tecnologie, servizi e competenze per promuovere uno sviluppo sostenibile, un’amministrazione aperta e partecipata e una nuova cittadinanza”. Questa la dichiarazione che sottende la strategia digitale della Regione Lazio e che collega in modo inequivocabile l’accesso alla rete non solo con le opportunità di sviluppo ma anche con l’evoluzione di un modello di cittadinanza più capace di reggere di fronte alla sfide di una società complessa e articolata come quella presente.

Che la dichiarazione sia teorica e che per passare ai fatti siano necessari molti step concreti va da sé. E l’obiettivo, come per altre regioni italiane e in linea con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea, è concretamente quello di rendere accessibile la banda fissa ultralarga a 30Mbps per tutti i 336 comuni entro il 2020, e di portare i 100Mbps ad almeno il 50% della popolazione e in tutte le sedi della Pubblica Amministrazione, in particolare alle scuole e agli ospedali.

L'accordo quadro tra Regione e ministero

Il raggiungimento di questi obiettivi passa dall’attuazione del programma Lazio 30Mega attraverso un accordo quadro tra Regione e Ministero dello sviluppo economico e da un sistema di bandi e affidamenti a operatori privati delle telecomunicazioni. I modelli di investimento attuabili sono due. Quello prevalente sarà di attivare bandi con un contributo pubblico al massimo del 70% e un co-finanziamento da parte degli operatori privati del 30%. In questo caso gli operatori rimarranno proprietari per un tempo predefinito dei materiali e beni acquistati e utilizzati per la realizzazione dell’infrastruttura e ne garantiranno anche la manutenzione. In altre situazioni, dove l’interesse pubblico è prevalente e non ci sono le condizioni per realizzare bandi come quelli di cui sopra, verrà utilizzato un altro modello di intervento finanziato al 100% da fondi pubblici.

Oltre alla banda ultralarga fissa, la regione include nella sua agenda digitale anche un piano definito Regional Area Network Sanità (RAN - Sanità) che punta a realizzare una rete in fibra ottica dedicata esclusivamente alla sanità regionale per garantire operatività e sicurezza nel trasferimento di dati e nell’accesso ai servizi. Nei piani c’è anche una rete dedicata esclusivamente alla Protezione civile regionale, con tanto di sistema terra bordo terra (TBT) integrato all’infrastruttura terrestre, per la comunicazione anche con i mezzi aerei.

A che punto siamo?

Oggi come oggi la regione Lazio non è messa male in termini di copertura, anche se la parte del leone la fa il comune di Roma a scapito della gran parte del restante territorio. Data la grande superficie del comune della capitale il dato di accessibilità dei suoi immobili pesa molto sul dato complessivo. Così, la copertura a 30Mbps è oggi del 54.5% degli immobili e quella a 100Mbps arriva al 21%, uno dei dati migliori su scala nazionale. Le due mappe sottostanti permettono di esplorare le coperture, sempre in termini di percentuali di case e altri immobili raggiunti, di tutti i comuni del Lazio.

Tra i piccoli comuni molto ben connessi, salta all’occhio l’alta copertura di Montalto di Castro, piccolo comune di circa 9000 abitanti, che in passato era stato scelto come sede per la costruzione di una centrale nucleare, mai completata dopo il referendum del 1986. Successivamente, il sito ha ospitato una centrale termoelettrica di ENEL funzionante dal 1992 al 2012, ridimensionata nel 2006 e poi chiusa nel 2012. Attualmente sullo stesso sito è in corso una procedura di riqualificazione, con una iniziativa di collaborazione tra enti locali e il Politecnico di Milano e un bando pubblico che ha chiuso lo scorso febbraio.

Guardano i dati della copertura a 100Mbps, vediamo che solo la città di Roma ha una buona copertura e il resto del territorio rimane invece ancora del tutto non raggiunto.

mappa a 100 mbps

I dati delle aziende private, piccole e grandi (quelle con più di 250 addetti) nonché delle strutture di cura associate al sistema sanitario nazionale (SSN) sia pubbliche, in particolare gli ospedali, che private come le case di cura convenzionate, e le sedi scolastiche sono evidenziati, per provincia, nella mappa sottostante. Anche qui, come c’è da attendersi, la parte del leone la fa la città di Roma che detiene il primato sia per attività private che per numero di strutture pubbliche. Su 120 strutture di cura regionali, 92 sono nella provincia di Roma. Così come 509 su poco più di 700 sedi scolastiche.

Attività sul territorio

Come si leggono le mappe dell’accesso a 30Mbps e 100Mbps

Le mappe qui sopra rappresentano, per intensità di colore, l’accesso all’ultralarga nei diversi comuni della regione.

Cliccando con il  puntatore all’interno dell’area comunale è possibile vedere i dati al presente (ultimo rilevamento alla fine di giugno 2017) e le proiezioni al 2018 e al 2020.

Il dato della popolazione è rappresentato da un punto colorato al centro del territorio comunale. L’intensità dei colori a colpo d’occhio permette di vedere nell’insieme quali sono le zone più popolate rispetto a quelle meno densamente abitate. Passando con il puntatore sopra il cerchietto si visualizza il dato preciso del numero di residenti al 1 gennaio 2017, secondo Istat.

I riquadri che accompagnano le mappe permettono di analizzare i dati più in dettaglio, per esempio andando a vedere quanti comuni saranno effettivamente raggiunti dalla ultralarga nei prossimi anni, con gli obiettivi 2018 e 2020. Cliccando sulle barre colorate, è possibile evidenziare quegli stessi dati sulla mappa, sia evidenziando, nelle prime due mappe, quali sono i territori che nel corso del tempo saranno coperti sempre più, sia comprendendo, nella terza, come sono distribuite le attività nelle diverse province.

Le tipologie di azienda per provincia

Infine, andando a vedere la suddivisione delle tipologie di attività privata, quindi di aziende e imprese dei diversi settori, secondo i dati del registro imprese di Istat (2015), si conferma la natura prevalente della regione Lazio come terra di servizi e commercio. Al primo posto, nettamente, infatti stanno le imprese commerciali in tutte le città. Seguono le attività professionali, tecniche e scientifiche. Interessante il dato, soprattutto della città di Roma, che mette al terzo posto le attività private in ambito di assistenza sanitaria e servizi sociali che sono sostanzialmente il 10% delle imprese totali. Una proporzione, rispetto alle imprese commerciali, che troviamo solo nella regione Lazio.

In definitiva, la regione Lazio parte tutto sommato meglio di altre nella corsa alla copertura in banda ultralarga, ma con una enorme sproporzione tra Roma e le altre città, un dato che rende il confronto con altre realtà regionali più omogenee molto difficile e da prendere con le dovute cautele.

 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it