Iraq: Aziz, vice di Saddam che parlava con l'Occidente

(AGI) - Roma, 26 ott. - Il volto 'umano' del regime iracheno,il tessitore della trattativa e del dialogo, l'alter ego delferoce Saddam Hussein. Tareq Aziz, morto oggi a 79 anni dopouna lunga carcerazione, e' stato l'uomo del quale si e' servitol'ex dittatore per aprire un ponte con la comunita'internazionale. Unico cristiano e cattolico, di fede caldea, nell'entouragedell'ex rais di Baghdad, era nato nel 1936 vicino Mosul.Laureato in lingua e letteratura inglese, giornalista, e' statoministro degli Esteri e vicepremier durante la dittatura diSaddam. Il suo vero nome era Mikhail Yuhanna. Aziz ha

(AGI) - Roma, 26 ott. - Il volto 'umano' del regime iracheno,il tessitore della trattativa e del dialogo, l'alter ego delferoce Saddam Hussein. Tareq Aziz, morto oggi a 79 anni dopouna lunga carcerazione, e' stato l'uomo del quale si e' servitol'ex dittatore per aprire un ponte con la comunita'internazionale. Unico cristiano e cattolico, di fede caldea, nell'entouragedell'ex rais di Baghdad, era nato nel 1936 vicino Mosul.Laureato in lingua e letteratura inglese, giornalista, e' statoministro degli Esteri e vicepremier durante la dittatura diSaddam. Il suo vero nome era Mikhail Yuhanna. Aziz ha sempre messo in secondo piano la sua appartenenzareligiosa, presentandosi prima di tutto come arabo iracheno emembro del Baath; per la sua imperturbabilita', per la grandeconoscenza dei meccanismi della diplomazia e per la suafedelta' al regime e' stato definito anche il 'Gromiko diBagdad'. Nel 1977 entro' nel consiglio della Rivoluzione, il gothadel potere, e da li' inizio' la sua ascesa politica, semprevicinissimo a Saddam, tanto da diventare il numero due delregime. Nel 1980 sopravvisse a un attentato delle milizieislamiche iraniane. Quando l'Iraq invase il Kuwait, nel 1990, ad Aziz fuaffidato il non facile compito di portavoce del regime. Sostenne che il Kuwait andava attaccato perche', avendoaumentato le esportazioni di petrolio, stava danneggiandol'economia irachena. Condanno' i regimi arabi bollati comeservi degli Usa, ma fu sempre lui a trattare con l'Onu, acercare una via d'uscita alla guerra, a mediare. Alla vigilia del secondo intervento Usa nel 2003, Azizaveva gia' una posizione piu' defilata, trasformato in unaspecie di consigliere speciale di Saddam. Tuttavia fu lui, il14 febbraio 2003, a farsi ricevere da Giovanni Paolo II -mentre quasi in contemporanea il cardinale Roger Etchegarayandava a Baghadad da Saddam - in un estremo e vano tentativo discongiurare la guerra. Il giorno dopo il colloquio colPontefice, fu accolto dai francescani del convento di Assisi esi inginocchio' a pregare davanti alla tomba di San Francesco. Alla caduta di Baghdad, il 18aprile, fuggi' ma una settimana dopo si consegno' agliamericani, non prima pero' di avere trattato la resa. Nel 2010 la condanna a morte per il suo coinvolgimentonelle persecuzioni contro i partiti sciiti negli anni '80; ilpresidente iracheno (di etnia curda) Jalal Talabani, tuttavia,si rifiuto' di firmare l'esecuzione. La pena fu sospesa anchegrazie al pressing internazionale del Vaticano e di Paesi Ue,fra cui l'Italia. Nel 2011 Aziz aveva chiesto di essere immediatamentegiustiziato o liberato, purche' si ponesse fine al suo"calvario" in carcere. "Mio padre non puo' muoversi ne' parlaree incontra gravi difficolta' ad alimentarsi", aveva spiegato ilfiglio Ziad. (AGI).