Due milioni messi in fuga dall'Isis e dalle guerre

(AGI) - Ankara, 28 nov. - Visitando la "Dyanet", cioe' ildipartimento islamico del governo turco, Papa Francesco havoluto esprimere il suo "apprezzamento per quanto tutto ilpopolo turco, i musulmani e i cristiani, stanno facendo versole centinaia di migliaia di persone che fuggono dai loro Paesia causa dei conflitti e cacciati con la forza dalle loro case,hanno dovuto abbandonare ogni cosa per salvare la propria vitae non rinnegare la fede. La violenza ha colpito anche edificisacri, monumenti, simboli religiosi e il patrimonio culturale,quasi a voler cancellare ogni traccia, ogni memoriadell'altro". "Sono

(AGI) - Ankara, 28 nov. - Visitando la "Dyanet", cioe' ildipartimento islamico del governo turco, Papa Francesco havoluto esprimere il suo "apprezzamento per quanto tutto ilpopolo turco, i musulmani e i cristiani, stanno facendo versole centinaia di migliaia di persone che fuggono dai loro Paesia causa dei conflitti e cacciati con la forza dalle loro case,hanno dovuto abbandonare ogni cosa per salvare la propria vitae non rinnegare la fede. La violenza ha colpito anche edificisacri, monumenti, simboli religiosi e il patrimonio culturale,quasi a voler cancellare ogni traccia, ogni memoriadell'altro". "Sono due milioni", ha aggiunto a braccio,indicando l'accoglienza offerta dalla Turchia come "un esempioconcreto di come lavorare insieme per servire gli altri, unesempio da incoraggiare e sostenere". Secondo Francesco,"particolare preoccupazione desta il fatto che, soprattutto acausa di un gruppo estremista e fondamentalista, interecomunita', specialmente, ma non solo, i cristiani e gli yazidi,hanno patito e tuttora soffrono violenze disumane a causa dellaloro identita' etnica e religiosa". "In qualita' di capireligiosi, abbiamo l'obbligo - ha detto il Papa al mufti'Mehmet Gormez che lo ha accolto - di denunciare tutte leviolazioni della dignita' e dei diritti umani. La vita umana,dono di Dio Creatore, possiede un carattere sacro. Pertanto, laviolenza che cerca una giustificazione religiosa merita la piu'forte condanna, perche' l'Onnipotente e' Dio della vita e dellapace. Da tutti coloro che sostengono di adorarlo, il mondoattende che siano uomini e donne di pace, capaci di vivere comefratelli e sorelle, nonostante le differenze etniche,religiose, culturali o ideologiche". "Alla denuncia - haraccomandato Francesco - occorre far seguire il comune lavoroper trovare adeguate soluzioni. Cio' richiede la collaborazionedi tutte le parti: governi, leader politici e religiosi,rappresentanti della societa' civile, e tutti gli uomini e ledonne di buona volonta'. In particolare, i responsabili dellecomunita' religiose possono offrire il prezioso contributo deivalori presenti nelle loro rispettive tradizioni". (AGI).