Dalla scomparsa all'archiviazione, le tappe del caso Orlandi

(AGI) - Roma, 20 ott. - Emanuela Orlandi, cittadina vaticanafiglia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia,ha 15 anni quando il 22 giugno del 1983 sparisce in circostanzemisteriose. E solo il 3 luglio successivo, con un appello airesponsabili, Papa Giovanni Paolo II ufficializza per la primavolta, durante l'Angelus, l'ipotesi del sequestro. Diversimagistrati, negli anni, lavorano al caso senza raccogliererisultati utili. Una prima svolta e' del luglio 2005 quandoalla redazione del programma 'Chi l'ha visto?' giunge unatelefonata di un anonimo che invita a vedere chi e' sepoltonella basilica di Sant'Apollinare:

(AGI) - Roma, 20 ott. - Emanuela Orlandi, cittadina vaticanafiglia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia,ha 15 anni quando il 22 giugno del 1983 sparisce in circostanzemisteriose. E solo il 3 luglio successivo, con un appello airesponsabili, Papa Giovanni Paolo II ufficializza per la primavolta, durante l'Angelus, l'ipotesi del sequestro. Diversimagistrati, negli anni, lavorano al caso senza raccogliererisultati utili. Una prima svolta e' del luglio 2005 quandoalla redazione del programma 'Chi l'ha visto?' giunge unatelefonata di un anonimo che invita a vedere chi e' sepoltonella basilica di Sant'Apollinare: Enrico De Pedis, dettoRenatino, uno dei boss della Banda della Magliana. Nell'estate del 2008, Sabrina Minardi, che ebbe per unperiodo una relazione con De Pedis, racconta agli inquirentiche Emanuela Orlandi era stata uccisa e il suo corpo, rinchiusoin un sacco, gettato in una betoniera a Torvaianica. Secondo latestimone, la 15enne sarebbe stata tenuta prigioniera inun'abitazione vicino a piazza San Giovanni di Dio. Purperplessi per diverse incongruenze temporali presenti nel suoracconto, i magistrati si attivano per cercare i dovutiriscontri. Risentita nel novembre del 2009 la Minardi ribadiscela circostanza della morte di Emanuela Orlandi, avvenutaqualche mese dopo il suo sequestro, pur ammettendo di non avermai visto il cadavere. La procura crede a questa versione tantoche il fascicolo di indagine contempla i reati di sequestro dipersona a scopo di estorsione e omicidio volontario aggravatodalle sevizie e dalla minore eta' della vittima. A partire dal2010 finiscono sotto inchiesta l'autista personale di De Pedis,Sergio Virtu', e due stretti collaboratori di un altro bossdella Magliana, amico di 'Renatino', Angelo Cassani, dettoCiletto, e Gianfranco Cerboni, detto Gigetto. Nell'estate del 2010 si fa sempre piu' insistente l'ipotesidi un'ispezione della tomba di De Pedis. La procura si convinceche la Banda della Magliana sapesse tutto di Emanuela Orlandie, pur ipotizzando un ruolo rilevante di De Pedis in questavicenda, ritiene che in Vaticano, tuttora, ci siano soggetti ingrado di raccontare la verita'. Nel frattempo i pochi riscontritrovati fanno perdere peso alle dichiarazioni rese a suo tempoda Sabrina Minardi, rivelatesi contraddittorie, fumose benche'suggestive. La donna finisce sotto inchiesta. L'apertura dellatomba di De Pedis e' datata 14 maggio 2012: il corpo del bossviene identificato, ma gli inquirenti puntano l'attenzione suuna serie di reperti ossei che vengono ritrovati all'internodella cripta della basilica. Gli accertamenti tecnico-scientifici sull'ossario richiedono molto tempo ma siconcludono con esito negativo. Intanto tra gli indagati figuraanche monsignor Pietro Vergari, fino al '91 rettore dellaBasilica: aveva conosciuto De Pedis. Ma il solo legame non e'un elemento ritenuto sufficientemente valido, dal punto divista investigativo. Per gli inquirenti, sul coinvolgimentodella Banda della Magliana e di soggetti vicini a 'Renatino'non ci sono elementi di certezza. Le ultime novita' istruttoriesono piu' che altro legate alle dichiarazioni rese da MassimoFassoni Accetti, fotografo di professione, che fa ritrovare a'Chi l'ha visto?' un flauto traverso che, a suo dire, sarebbeappartenuto a Emanuela Orlandi. Le indagini sul dna pero' nonportano a nulla. L'uomo, che rivela l'esistenza di trameinternazionali ordite alle spalle dell'allora Pontefice, vienesentito di continuo dai magistrati convinti che, tra tantemillanterie, possa conoscere dettagli inediti sulla vicenda.Alla fine, invece, Accetti viene bollato dalla Procura come"protagonista non credibile" perche' le sue dichiarazioni "sonoil frutto di un lavoro di sceneggiatura scaturito dallo studioattento di atti e informazioni acquisiti negli anni". L'ultimasperanza dei familiari di Emanuela Orlandi risale alla fine deldicembre 2014 quando Ali' Agca, l'ex Lupo Grigio che avevasparato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981, si presenta asorpresa a piazza San Pietro per portare dei fiori alla tombadel Pontefice. La famiglia si attiva immediatamente perpresentare una istanza alla magistratura affinche' l'exterrorista turco venga interrogato. La richiesta, pero', nonviene accolta: anche Agca e' ritenuto "soggetto inattendibile"per aver reso piu' volte dichiarazioni sul caso Orlandi, siapubbliche che in sede processuale, che si sono rivelate"infondate" e "scarsamente credibili". Prima dell'estatescorsa, la Procura decide di chiedere l'archiviazione delprocedimento sulla Orlandi che, pure in assenza di vericollegamenti, riguarda anche la scomparsa della quindicenneMirella Gregori, sparita il 7 maggio del 1983. Il gip GiovanniGiorgianni recepisce le conclusioni dei pm e chiudedefinitivamente la vicenda con 63 pagine di motivazione. (AGI).