E' morto Angelo Guglielmi, l'intellettuale che rivoluzionò Rai3

E' morto Angelo Guglielmi, l'intellettuale che rivoluzionò Rai3

Aveva 93 anni e si è spento nel sonno a Roma. Lascia in eredità una tv innovativa che lanciò programmi di successo come Bontà Loro, Quelli che il calcio, Un giorno in pretura e Chi l'ha visto. Con lui esordirono in tv Fabio Fazio, Serenda Dandini, Piero Chiambretti e Daniele Luttazzi, ma anche Corrado Augias, Michele Santoro e Giuliano Ferrara

morto storico direttore di Rai3 Angelo Guglielmi

 Rai, cavallo Rai

AGI - Ha firmato programmi come "Quelli che il calcio", "Un giorno in pretura", "Telefono giallo", "Chi l'ha visto", e prima ancora "Bontà loro", il primo talk della tv ancora in bianco e nero.

Angelo Guglielmi, morto a Roma nel sonno all'età di 93 anni, resterà legato al rilancio di Rai Tre, presa con uno share all'1%, superata anche dalle tv locali, e portata al 10% come tv innovativa e dinamica con grandi firme del giornalismo televisivo.

Storico direttore della terza rete di Stato, Angelo Guglielmi nasce ad Arona il 2 aprile 1929, si laurea in Lettere nel 1951 all'Università di Bologna. Comincia da insegnante alle medie di Cento e Ferrara, ma nel 1954 supera il concorso in Rai.

Nel 1976 diventa capostruttura di Rai1, dove rimarrà fino al 1987, portando subito grandi intuizioni. Firma con Maurizio Costanzo "Bontà loro" e diventa direttore del centro di Produzione Rai di via Teulada.

Nel 1987 il passaggio a Rai 3 dove nascono programmi di grande innovazione e successo come  'Blob', 'Avanzi', 'Samarcanda', ma anche 'La Tv delle ragazze', 'Mi manda Lubrano' (poi divenuto 'Mi manda Raitre'), e 'Tunnel'.

"La cultura non è una cosa ma un modo di fare le cose. Questa la sua lezione più importante". E' il post che Fabio Fazio scrive in memoria di Guglielmi, che lo lanciò proprio da Rai3, insieme con altri nomi che in quel periodo fecero il successo della rete: Corrado Augias, Michele Santoro, Donatella Raffai, Serena Dandini, Piero Chiambretti, Giuliano Ferrara, Daniele Luttazzi e Franca Leosini.

Dal 1995 al 2001 occupa la presidenza dell'Istituto Luce, ma accanto alla carriera da dirigente televisivo porta avanti quella di critico letterario: sue le rubriche per l'Espresso e per il Corriere della Sera.

E si dedica anche alla politica: dal 2004 al 2009 viene  chiamato da Sergio Cofferati nella giunta comunale di Bologna come assessore alla Cultura. "Rai Tre: ancora trovavi persino nei corridoi l'aria delle idee, l'entusiasmo, l'intelligenza, la rivoluzione di Angelo Guglielmi. Un intellettuale che capì che la tv doveva essere alta e bassa, raccontare la realtà, vivere la contemporaneità. L'esempio inimitabile per tutti noi".

Così lo ricorda in un post sui social il direttore di Rai Radio 1, Gr Radio e Gr Parlamento, Andrea Vianello. E messaggi di cordoglio e di omaggio arrivano anche dal mondo politico. La presidente del gruppo Pd al Senato Simona Malpezzi ne celebra la "idee innovative e visionarie" con cui "ha fatto la storia della televisione italiana".

Per Andrea Marcucci, senatore Pd la sua Rai3 fu "geniale". Per la senatrice del Pd Valeria Fedeli, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza è "difficile elencare tutte le sue qualità e sintetizzare la pienezza della sua carriera. Angelo Guglielmi ha segnato la storia della tv con la sua visione innovatrice. Ha creduto nella Rai e nel valore strategico del servizio pubblico. Mancherà".