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Scoperti una cripta e un affresco sotto la basilica di Acireale

Scoperti una cripta e un affresco sotto la basilica di Acireale

L'opera ritrae Gesù crocifisso, un giovane con gli occhi aperti, sguardo sereno e anime purganti avvolte dalle fiamme. Potrebbe essere stato realizzato a cavallo tra il 1500 e il 1600.

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AGI - Nella Basilica Cattedrale di Acireale, nel Catanese, è stata rinvenuta una cripta con un pregevole affresco che ritrae Gesù crocifisso, un giovane con gli occhi aperti, sguardo sereno e anime purganti avvolte dalle fiamme. E' stato l'architetto Paolo Bella a condurre gli studi storico architettonici che hanno interessato lo spazio più nascosto dell'intero edificio monumentale, che occupa quella che in origine era un'area cimiteriale.

Creata l'apertura, è stato possibile accedere alla cripta e ammirare l'affresco. Il vano si presenta in buono stato conservativo, sia per quanto riguarda gli intonaci, che la struttura muraria, come anche i colatoi.

"Si tratta - spiega la diocesi - di una scoperta non indifferente, che dimostra quanto il sottosuolo sia ricco di opere e manufatti ancora celati. Sono ancora in corso lavori di studio e messa in sicurezza del sito al fine di accertare in quale periodo storico risale il ritrovamento".

Fondata agli inizi del XV secolo e dedicata a Maria Ss. Annunziata, la chiesa a un'unica navata incominciò ad assumere l'aspetto basilicale alla fine del secolo XVI, quando vennero costruite le absidi, la cupola e il transetto. L'affresco, spiega Bella, "non è stato ancora datato, ma orientativamente si presume possa essere a cavallo tra il 1500 e il 1600. E' ricoperto da diversi strati di sporcizia e di polvere, ma un minimo di circolazione d'aria c'è. Fortunatamente è ben conservato. Lo spazio della cripta è di appena due metri quadri. Lì - prosegue - c'era il cimitero della confraternita di San Pietro". 

La storia della scoperta della cripta si intreccia con una esempio di mecenatismo privato. Bella, che lavora in un istituto di credito, ha non solo convinto la burocrazia a dare il via agli scavi ma, inseme alla moglie, ne è il principale finanziatore: "E' da tre anni - afferma - che lavoro a questa scoperta, dopo aver approfondito con documenti storici le voci che parlavano della cripta da quando venne fatta la pavimentazione della Cattedrale e si indicavano vagamente delle sepolture. Abbiamo inserito una telecamera endoscopica nel pavimento, e 'visto' questo vano. Finalmente siamo riusciti a scendere sotto, in uno spazio di appena due metri quadri. Presumo che vi possa essere dell'altro: questa è la seconda cripta nella Cattedrale, sotto la cappella di san Clemente c'è già una cripta ma non è affrescata. Anche qui sono presenti i colatoi, che confermano la presenza del rito della mummificazione".

Chi ha finanziato la scoperta? "A spese mie e della mia famiglia - risponde - mi sono occupato sia della ricerca storica che delle apparecchiature necessarie ai lavori. E' un dono alla mia città, da parte mia e di mia moglie"