Perché Vibo Valentia resta la peggiore città dove vivere in Italia

È la quarta volta che una classifica sulla qualità della vita nelle città la pone all'ultimo posto. I motivi sono tanti e - forse è questa la notizia - sempre gli stessi

Perché Vibo Valentia resta la peggiore città dove vivere in Italia

Conquista per la quarta volta il non invidiabile primato negativo di ultima provincia d’Italia per benessere e qualità della vita. Si tratta di Vibo Valentia che si ritrova in fondo anche per qualità della vita fra le città capoluogo nel report annuale del Sole 24 Ore. Rispetto al 2017, Vibo Valentia e provincia perdono ben nove posizioni. Come ogni anno, il Sole 24 Ore ha scelto di inquadrare “benessere e qualità della vita” attraverso 42 valori per ciascuna provincia. Vibo Valentia si ritrova ultima per durata media dei processi nelle aule giudiziarie (più di mille giorni) e registra una delle spese più basse in Italia fra i Comuni per quanto riguarda le politiche a favore dei disabili, degli anziani e dei minori.

I primati negativi

Fra i primati negativi di Vibo e provincia anche i prezzi medi delle case, la spesa per i viaggi, la spesa sociale degli enti locali, l’uso della home banking, la presenza di cinema, l’offerta culturale, gli spazi dedicati allo sport. Primati negativi che incidono in maniera determinante nella classifica finale nonostante Vibo Valentia si collochi meglio di Milano e Roma per i protesti procapite, il clima, l’indice di vecchiaia, la litigiosità in Tribunale, e nonostante la presenza nella sua provincia di mete turistiche di richiamo internazionale come Tropea, Pizzo Calabro e Capo Vaticano, oltre ad alcune eccellenze gastronomiche come la cipolla rossa, il gelato tartufo di Pizzo, la nduja di Spilinga, il pecorino di Monte Poro.

Perché Vibo Valentia resta la peggiore città dove vivere in Italia
 Vibo Valentia

Le imprese confiscate

A pesare in maniera rilevante nella classifica del Sole 24 Ore, il fatto che il 30% del totale nazionale delle imprese confiscate si trova in provincia di Vibo Valentia. Si tratta principalmente di imprese operanti nel settore delle costruzioni, delle attività estrattive e del calcestruzzo. Ma anche del commercio e del turismo. Molte anche le ditte colpite da interdittive antimafia da parte della Prefettura e, quindi, impossibilitate ad intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione.

Pure nella classifica stilata a novembre da Italia Oggi in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, Vibo Valentia e la sua provincia si sono piazzate in ultima posizione. In tale caso la ricerca si è concentrata su affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Incide nel primato negativo della qualità della vita la persistente infiltrazione mafiosa negli enti locali (e quindi nella politica), tanto che attualmente sono retti da commissari straordinari - in quanto gli organi elettivi sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose - i Comuni di Briatico, Limbadi e San Gregorio d’Ippona.

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  Vibo Valentia

Il dissesto finanziario

In passato sono stati sciolti anche i Comuni di Sant’Onofrio, Stefanaconi, Tropea, Ricadi, Nicotera (tre volte), Mileto, Parghelia, Mongiana, Fabrizia, Nardodipace, San Calogero, ma anche l’Azienda sanitaria provinciale. Il sindaco della città capoluogo, il magistrato Elio Costa (eletto con una colazione di centrodestra), è attualmente alle prese con una crisi politica e con dimissioni continue dei suoi assessori.

Si è invece insediato da poco più di un mese il nuovo presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, dopo che il precedente - Andrea Niglia - è decaduto in quanto sindaco di Briatico, Comune sciolto per infiltrazioni mafiose.  “Iniziamo un nuovo percorso - dichiara Solano - che spero possa dare quel contributo affinchè si possano risolvere tutti i problemi che purtroppo la Provincia sta subendo da qualche anno. Bisogna partire dai sindaci e dagli amministratori perché sono giornalmente coloro che si impegnano per risolvere determinate problematiche”. La Provincia di Vibo Valentia, istituita nel 1994, dal 2013 si trova in stato di dissesto finanziario per circa 40 milioni di euro. 



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