Tumori: allarme oncologi, in 10 anni raddoppiato prezzo farmaci

(AGI) - Roma, 30 mag. - In dieci anni il prezzo dei farmacianti-cancro e' duplicato, passando da 4.500 dollari a piu' di10mila al mese. L'Italia finora e' riuscita a reggere l'impattodi questa crescita esponenziale, grazie ai sistemi di rimborsoconcordati con l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Infattinel nostro Paese il prezzo medio dei trattamenti antitumoralie' fra i piu' bassi d'Europa. E l'aumento della sopravvivenzagarantito dalle nuove armi, come l'immunoterapia, garantisce uncircolo virtuoso. Che pero' rischia di spezzarsi, se non sicrea quanto prima un Fondo Nazionale per l'oncologia, che oggimanca. La richiesta

(AGI) - Roma, 30 mag. - In dieci anni il prezzo dei farmacianti-cancro e' duplicato, passando da 4.500 dollari a piu' di10mila al mese. L'Italia finora e' riuscita a reggere l'impattodi questa crescita esponenziale, grazie ai sistemi di rimborsoconcordati con l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Infattinel nostro Paese il prezzo medio dei trattamenti antitumoralie' fra i piu' bassi d'Europa. E l'aumento della sopravvivenzagarantito dalle nuove armi, come l'immunoterapia, garantisce uncircolo virtuoso. Che pero' rischia di spezzarsi, se non sicrea quanto prima un Fondo Nazionale per l'oncologia, che oggimanca. La richiesta alle Istituzioni viene dall'AssociazioneAssociazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) al 51°Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) incorso a Chicago fino al 2 giugno. "Chiediamo di dare vita aquesta fonte specifica di risorse da destinare a un settoredelicato che richiede particolari attenzioni - afferma il prof.Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Il tetto dellaspesa farmaceutica territoriale e' stato ridotto e portatoall'11,35% del Fondo Sanitario Nazionale, il tetto di quellaospedaliera e' al 3,5%. La maggior parte dei farmacianti-cancro rientra fra quelli ospedalieri e nel 2014quest'ultima percentuale e' stata superata attestandosi intornoal 4,5%. La copertura economica si sta stringendo in manieraconsistente. E' necessario istituire una sorta di fondofarmaceutico nazionale staccato, solo cosi' potremo disporre diun maggior numero di risorse per garantire a tutti i pazientile cure migliori. Serve anche una rivisitazione dei costi deifarmaci sulla base dell'efficacia". Proprio al Congresso ASCOsi e' aperta la discussione su quale sia il vantaggio minimo intermini di sopravvivenza che un nuova terapia dovrebbe portare."In oncologia - continua il prof. Pinto - spesso i passi inavanti sono apparentemente irrilevanti, perche' solo la sommadei progressi nel corso degli anni puo' condurre nel tempo arisultati importanti. Dovrebbero essere stabilite tre fasce dicosto in rapporto al valore. Nella prima andrebbero inclusi ifarmaci che garantiscano un prolungamento di oltre un terzodell'aspettativa di vita. A seguire la fascia intermedia enell'ultima rientrerebbero quelle terapie che offrono unprolungamento inferiore al 15% dell'aspettativa di vita". Nel2014 sono stati registrati in Italia 365.500 nuovi casi ditumore (circa 1000 al giorno), di cui 196.100 (54%) negliuomini e 169.400 (46%) nelle donne. "In Europa i nuovi farmacioncologici - spiega la dott.ssa Stefania Gori, segretarionazionale AIOM - sono approvati dalla European Medicines Agency(EMA) con criteri di validita' scientifica degli studi, masenza alcuna valutazione farmacoeconomica, che viene delegataalle singole nazioni. Ogni Stato membro e' obbligato acommercializzare le terapie con prezzi al pubblico che spessorisentono di contrattazioni gia' eseguite nei Paesi europeipiu' rapidi a registrare. In Italia l'AIFA e' riuscita agarantire l'erogabilita' a carico del Servizio SanitarioNazionale di molti farmaci ad alto costo con accorgimentiorganizzativi (distribuzione diretta con gli sconti dovuti allestrutture pubbliche) e finanziari (cost-sharing, risk-sharing,payment by result)". (AGI).