Le associazioni dei consumatori presentano un esposto all'antitrust contro Dazn

Anche Sky accusata di pratiche commerciali scorrette

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Flavio Lo Scalzo / AGF 
 Diletta Leotta, commentatrice per Dazn

I problemi per la nuova piattaforma Dazn, sulla quale è possibile godersi quel 30% di partite della Serie A non disponibili su Sky, non finiscono più. Dopo le interruzioni riscontrate dagli utenti all’esordio ora ci si mette anche il Codacons, che presenta un esposto all’antitrust su Dazn/Sky 

Si legge infatti sul sito dell’associazione per i diritti dei consumatori: “Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’Agcom “il disorientamento e l’arrabbiatura di gran parte dei clienti Sky e Premium”, che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti tv.

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sky 

Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti Dazn e ai disagi degli utenti già abbonati a Sky e Mediaset Premium. È evidente che la condotta di Sky e Dazn sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso […] ad aderire a ben due abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”.

"Pratiche commerciali scorrette"

L’Associazione parla di condotta commerciale scorretta “posta in essere da Dazn, che si fa pagare 9,90€ al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo Sky pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’abbonamento per la Serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”.

Riguardo Dazn, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”. Da segnalare è anche l’ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da Dazn. L’emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – a suo avviso – il contrario.

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 Il derby di Serie A Juventus vs Torino 

"Tenete le dita incrociate"

Egualmente significativa la situazione degli utenti Sky: “La circostanza più grave riguarda gli abbonati a Sky calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di Serie A, ma non potranno sapere quali. Dipenderà dall’orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a Sky per vedere il 70% delle partite e a Dazn, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A".

La conseguenza dunque "non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già Sky deve abbonarsi anche a Dazn per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. Sky inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”.

 

 



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