Scoperto tesoro del latitante Messina Denaro, sequestrati 20 mln

(AGI) - Palermo, 15 dic. - Beni per un valore di 20 milioni dieuro sono stati sequestrati ad alcuni fiancheggiatori del bossmafioso latitante Matteo Messina Denaro. Si tratta soprattuttodi aziende operanti nell'edilizia e nel settore delle energierinnovabili, e facenti capo a persone arrestate da tempo eattualmente detenute. Le imprese, secondo gli inquirenti,servivano tra l'altro a finanziare la latitanza di MessinaDenaro. Il provvedimento e' stato emesso dalla sezione Misuredi prevenzione del Tribunale di Palermo su richiesta della Dda.Tra i soggetti interessati dai provvedimenti ha assuntoparticolare rilievo la posizione di Giovanni Filardo,

(AGI) - Palermo, 15 dic. - Beni per un valore di 20 milioni dieuro sono stati sequestrati ad alcuni fiancheggiatori del bossmafioso latitante Matteo Messina Denaro. Si tratta soprattuttodi aziende operanti nell'edilizia e nel settore delle energierinnovabili, e facenti capo a persone arrestate da tempo eattualmente detenute. Le imprese, secondo gli inquirenti,servivano tra l'altro a finanziare la latitanza di MessinaDenaro. Il provvedimento e' stato emesso dalla sezione Misuredi prevenzione del Tribunale di Palermo su richiesta della Dda.Tra i soggetti interessati dai provvedimenti ha assuntoparticolare rilievo la posizione di Giovanni Filardo, cuginodel boss, e Francesco Spezia, coinvolto nell'intestazionefittizia della Spe.Fra Costruzioni srl. Gli accertamenti hanno,inoltre, fatto emergere elementi di interesse investigativo sullivello di collocazione all'interno dell'organizzazione diVincenzo Torino e Aldo Tonino Di Stefano, quali prestanomedella Fontane d'oro sas, impresa del settore olivicolo. L'indagine ha riguardato anche diverse attivita'economiche, controllate da Antonino Lo Sciuto, le cui vertenzeper la spartizione dei guadagni venivano risolte, in talunicasi, da Francesco Guttadauro, figlio di Filippo e RosaliaMessina Denaro, quale collettore delle relazioni connesseall'attivita' di sostentamento del latitante e della suafamiglia.Lo Sciuto aveva gestito anche commesse pubbliche eprivate nell'area di Castelvetrano, tra le quali figurano lestrade della zona industriale e le opere di completamento del"Polo Tecnologico" di contrada Airone, e lavori per le piazzolee le sottostazioni elettriche del parco eolico "Vento Divino" aMazara del Vallo, grazie all'aggiramento dei vincoli impostidal protocollo di legalita' sottoscritto con la Prefettura diTrapani dall'appaltatore del parco eolico, l'impresa "FabbricaEnergie Rinnovabili Alternative srl". La riconducibilita' delle vicende societarie alla famigliadel latitante e' stata peraltro confermata dai conflitti sullaspartizione degli utili d'impresa, ritenuta iniqua da PatriziaMessina Denaro e da Rosa Santangelo, zia del ricercato, conl'intervento risolutore, anche in questo caso, di FrancescoGuttadauro. Il dispositivo comprende, inoltre, le indaginisviluppate nei confronti di Nicolo' Polizzi, uomo d'onore dellafamiglia mafiosa di Campobello di Mazara, ritenuto uno deiprincipali referenti dei flussi di comunicazioni mafiose versola provincia di Palermo, con particolare riferimento aicontatti preparatori delle riunioni, tra Francesco Luppino e iresponsabili dei mandamenti di Cosa Nostra palermitana ancheper alcune operazioni propedeutiche alla realizzazione delvillaggio turistico della catena Valtur, in localita' TreFontane a Campobello di Mazara, ad opera della societa'Mediterraneo Villages Spa di Carmelo Patti, originario diCastelvetrano. In quest'ambito e' emerso anche un ruolologistico di Girolamo Cangialosi, che nel 2007 avevaorganizzato un incontro tra Luppino e i boss palermitaniSalvatore e Sandro Lo Piccolo. Tra i beni sequestrati nell'operazione, condottacongiutamente dalla Guardia di finanza e dal Ros deicarabinieri, figurano 3 societa', 7 quote societarie e 4 ditteindividuali, 12 autovetture, 4 veicoli industriali, 1motociclo, 13 autocarri, 3 semirimorchi, 1 fabbricatoindustriale, 1 immobile a destinazione commerciale, 8 immobiliad uso abitativo, 29 terreni, 4 fabbricati rurali, polizzeassicurative, titoli azionari, rapporti bancari, depositi arisparmio, per un valore complessivo di oltre 20 milioni dieuro.(AGI) .