Ultrà Lazio espongono striscione pro Mussolini. Salvini: "Idioti, nessuna tolleranza"

Identificati 22 tifosi. La Procura indaga per manifestazione fascista

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Un gruppo di ultrà laziali, a Milano in occasione della partita di ritorno di Coppa Italia tra Lazio e Milan, ha srotolato uno striscione con la scritta 'Onore a Benito Mussolini'. Il fatto, alla vigilia del 25 aprile, a opera del gruppo 'Irriducibili', e' avvenuto in Corso Buenos Aires, a pochi metri da Piazzale Loreto, teatro di un eccidio di partigiani da parte dei nazifascisti nel 1944, e luogo dove nel 1945 vennero esposti i cadaveri dello stesso Mussolini e dei gerarchi fucilati a Dongo. Gli ultrà hanno anche intonato diversi cori fascisti e si sono esibiti nel saluto romano. 

La Digos ha identificato 22 ultrà, 19 della Lazio e 3 dell'Inter (le tifoserie sono gemellate). Non è certo tuttavia che tutti abbiano partecipato all'episodio. Sono stati fermati per accertamenti su disposizione del pm Alberto Nobili in zona corso Como e in piazzale Loreto. I tifosi sono stati accompagnati in via Fatebenefratelli, in Questura, dove sono in in corso le procedure di identificazione, anche attraverso l'esame dei filmati registrati dalle telecamere della zona.

La Procura indaga per il reato di 'manifestazione fascista', previsto dall'articolo 5 della legge 645 del 1952 (legge Scelba). La norma sanziona "chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolti partito fascista". Reato che, se accertato, viene punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Salvini: "14 idioti, nessuna tolleranza"

"Ho appena fatto i complimenti alle forze dell'ordine che hanno identificato 14 idioti che invece di andare a vedere una partita di pallone vanno in giro per Milano a far casino. Non tollero e non tolleriamo alcuna forma di violenza fisica o verbale: il calcio deve tornare a essere un'occasione di incontro, di gioia e non di scontro".

Il 25 aprile deve essere "una giornata serena e di rispetto sempre", ha aggiunto il vice premier Matteo Salvini, che ha espresso l'auspicio che il giorno della Liberazione "sia una festa di tutti e non solo di qualcuno, non è una festa solo dei comunisti, è di tutti. Mi aspetto rispetto e domani sarò in Sicilia e non vedo l'ora", ha concluso a margine di un appuntamento elettorale a Bergamo.



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