È legittimo il referendum consultivo per la separazione di Mestre e Venezia

 La sentenza ha accertato che non sussistono illegittimità o inammissibilità del procedimento referendario che potrebbe portare a due comuni autonomi

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Venezia

È legittimo il referendum consultivo sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare sulla "suddivisione del Comune di Venezia nei due Comuni autonomi di Venezia e Mestre. Lo ha deciso la quinta sezione del Consiglio di Stato, con una sentenza depositata oggi, riformando cosi' la decisione del Tar del Veneto del 14 agosto 2018.

Nella sentenza, si legge che "la valutazione di opportunità" del distacco appartiene "alla responsabilità delle competenti istanze politiche e normative" e non può essere svolta dal giudice, il quale deve lasciare "le scelte politiche ai soggetti politicamente responsabili, incluse le popolazioni interessate", perché "al giudice spetta solo di valutare se il procedimento seguito presenta i vizi di legittimità che gli sono denunciati".

Il Consiglio di Stato ha, quindi, accertato che non sussistono illegittimità o inammissibilità del procedimento referendario. In particolare, dall'eventuale esito favorevole del referendum non discende automaticamente che il capoluogo della Città metropolitana divenga Mestre per il maggior numero di abitanti e che a causa di questo effetto il referendum sia inammissibile. Negando il referendum, sottolinea Palazzo Spada, si avrebbe una discriminazione dei cittadini interessati, che verrebbero privati del diritto costituzionale di esprimersi sul cambiamento dei loro assetti comunali. Quale poi sarà il capoluogo - se la proposta passerà - sarà deciso da una separata e autonoma valutazione di opportunità nelle sedi competenti e comunque, la legge Delrio del 2014, si ricorda, "nomina 'Venezia la città metropolitana, così intendendo quale sia il conseguente comune capoluogo". 



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