L'Italia non è un Paese razzista, ha detto Daisy Osakue

L'atleta dopo l'aggressione di domenica sera a Moncalieri ha raccontato al Corriere della sera cosa è successo. Scagiona l'italia, ma non gli episodi di discriminazione

razzismo daisy osakue 
 (Facebook) 
Daisy Osakue 


"Questo comportamento appartiene a una minoranza. Che va punita, perché non ci siano più discriminazioni né verso me, né verso nessun altro. L'Italia non è un Paese razzista". Così l'atleta Daisy Osakue in un'intervista a Il Corriere della sera all'indomani dell'aggressione a Moncalieri.

D'accordo con Salvini? "So che il ministro mi ha inviato auguri di pronta guarigione e lo ringrazio. In passato ho ricevuto qualche insulto. Ora nel nostro Paese vedo una tensione che unita a pregiudizi e frustrazioni in alcuni casi porta a gesti estremi". "Se il 9 agli Europei migliorerò il mio record potrei perfino perdonare gli aggressori".

Daisy ha comunque ribadito la sua ipotesi che l'aggressione è stata un caso di razzismo: "Mi hanno colpita - ha continuato la ragazza - perché di colore. La situazione è al limite ma non è questa l'Italia". "Ero sola, in una stradina buia: ho creduto che mi avessero buttato addosso dell'acido", confida Daisy​​.

Il premier Conte l'ha chiamata. "E stato gentilissimo a trovare il tempo per farlo dagli Stati Uniti. Era dispiaciuto per quanto e' successo e mi ha fatto il suo in bocca al lupo per le gare". Riuscirà a riprendersi per gli Europei di Berlino? "Dovrò saltare due giorni di allenamenti, ma giovedì 9 agosto sarò in campo. Voglio esserci a tutti i costi".



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