Il governatore della Puglia Emiliano coinvolto in un'inchiesta sullo scambio di favori

Secondo la procura di Foggia Emiliano avrebbe imposto la nomina di un avvocato indicato da un consigliere dei Popolari, al quale avrebbe chiesto in cambio sostegno elettorale per la rielezione del sindaco di San Severo

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Si intreccia con l'inchiesta che vede indagato il governatore pugliese Michele Emiliano, quella che stamane ha portato agli arresti domiciliari l'ex parlamentare dell'Udc di San Marco in Lamis (Fg), Angelo Cera, e il figlio Napoleone, consigliere regionale dei Popolari.

Sono accusati di concussione in relazione a presunti illeciti nell'assegnazione di appalti della 'Sanitaservice' di Foggia. Gli arresti sono stati disposti nell'ambito del fascicolo principale dell'inchiesta, coordinata dal pm di Foggia, Marco Gambardella, dal quale è scaturito un ulteriore filone, che vede indagati per corruzione il presidente Emiliano e l'assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggeri.

Sia Emiliano che Ruggero sono indagati per corruzione. Secondo l'ipotesi del pm Marco Gambardella, costruita sulla scorta degli accertamenti della Guardia di Finanza, avrebbero ipotizzato di nominare come commissario dell'azienda pubblica Castriota e Corropoli di Chieuti (Fg) -i cui vertici si sono dimessi alcuni mesi fa- una persona indicata dalla politica, violando "i principi di discrezionalità tecnica a cui dovrebbe soggiacere la pubblica amministrazione, non consentendo una comparazione imparziale dei soggetti in gioco".

In particolare, ipotizza la Procura, Emiliano avrebbe imposto a Ruggeri la nomina di un avvocato indicato dal consigliere Napoleone Cera, al quale avrebbe chiesto in cambio sostegno elettorale per la rielezione del sindaco di San Severo, Francesco Miglio, di centrosinistra.

Emiliano, nel 2014, fu nominato assessore alla Legalità del Comune di San Severo proprio da Miglio, alla sua prima consiliatura. Martedì scorso la Procura di Foggia ha notificato a Ruggeri un invito a comparire per un interrogatorio durante il quale l'assessore si è avvalso della facoltà di non rispondere.

"L'accusa consiste nell'avere ricevuto indicazioni politiche da un consigliere regionale per nominare commissario di una Asp una determinata persona - ha commentato ieri Emiliano, dopo avere appreso dall'assessore Ruggeri la notizia dell'indagine - E ciò, nonostante io abbia ritenuto di non accogliere tale indicazione formulatami sin dal febbraio 2019, tanto che nessuna nomina e' stata effettuata sino ad oggi. Non ho accolto l'indicazione nominativa ricevuta avendola ritenuta non pienamente soddisfacente alla luce delle mie prerogative discrezionali".



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