Procura Genova chiede archiviazione per Tiziano Renzi

(AGI) - Genova 21 mar. - La procura di Genova (pm MarcoAiroldi) ha chiesto l'archiviazione del fascicolo perbancarotta fraudolenta aperto a carico di Tiziano Renzi, padredel premier Matteo Renzi, mentre ha inviato l'avviso diconclusione delle indagini preliminari ad altri due examministratori della societa' di distribuzione editoriale ChilPost, di cui Renzi senior era titolare. I due indagati per cuie' stata chiusa l'indagine e vanno verso la richiesta digiudizio sono Antonello Gabelli e Mariano Massone,amministratori di diritto e di fatto della Chil Post al momentodel fallimento. Tiziano Renzi era accusato di una

(AGI) - Genova 21 mar. - La procura di Genova (pm MarcoAiroldi) ha chiesto l'archiviazione del fascicolo perbancarotta fraudolenta aperto a carico di Tiziano Renzi, padredel premier Matteo Renzi, mentre ha inviato l'avviso diconclusione delle indagini preliminari ad altri due examministratori della societa' di distribuzione editoriale ChilPost, di cui Renzi senior era titolare. I due indagati per cuie' stata chiusa l'indagine e vanno verso la richiesta digiudizio sono Antonello Gabelli e Mariano Massone,amministratori di diritto e di fatto della Chil Post al momentodel fallimento. Tiziano Renzi era accusato di una bancarottafraudolenta per 1,3 milioni di euro a seguito del fallimentodella Chil Post. Il curatore fallimentare aveva ravvisato deipassaggi sospetti nella cessione di rami d'azienda "sani" allaEventi Sei, societa' intestata alla moglie dello stessoTiziano. In sintesi, le sezioni sane della societa' sarebberostate cedute per poche migliaia di euro, dunque ad un valoresottostimato, alla moglie immediatamente prima di dichiarare ilfallimento. La procura genovese ha ritenuto che Tiziano Renzinon abbia avuto responsabilita' nel fallimento della Chil Post,che avrebbe ceduto in piena salute. La procura di Genova ha'scagionato' Tiziano Renzi dall'accusa di bancarottafraudolenta in quanto lui avrebbe ceduto la societa' didistribuzione editoriale Chil Post nel 2010, tre anni prima delsuo dichiarato fallimento da parte degli acquirenti. Nonavrebbe avuto alcun ruolo attivo nella bancarotta e la cessionedei rami di azienda "sani" per appena tremila euro alla EventiSei, societa' intestata alla moglie, non sarebbero stata una"spoliazione" di capitali della Chil Post preordinata alsuccessivo fallimento. Tutte le responsabilita' relative allabancarotta fraudolenta della Chil Post sono state per oraimputate dalla procura genovese a Antonello Gabelli, 53 anni,di Alessandria e Mariano Massone, 44 anni, genovese residentead Alessandria, rispettivamente amministratori di diritto e difatto della Chil Post, di cui sono diventati titolari il 14ottobre del 2010, mandandola fallita il 7 febbraio del 2013 consentenza del tribunale di Genova. Secondo la procura i due"distraevano - scrive il pm marco Airoldi nell'avviso diconclusione delle indagini preliminari a loro carico - partedel patrimonio della societa' facendo assumere a Chil Post srldebiti di terzi senza alcuna contropartita, effettuandopagamenti non giustificati, dirottando a terzi somme ricevutein pagamento di prestazioni rese e non contabilizzandopagamenti ricevuti". Nello specifico, ai due la procuracontesta di avere avere stipulato, l'8 febbraio del 2011, "dueseparate scritture - scrive la procura - con le quali la ChilPost si accollava, senza giustificazione e senza alcuncorrispettivo, i debiti che Mail Service srl aveva neiconfronti di Asti Asfalti srl (142.322,59 euro) e che Romagnolisrl aveva nei confronti di MI.RO srl (159.923,43 euro), debitiliberatori per gli originari debitori Mail Service srl eRomagnoli srl, che non venivano pagati da Chil Post e nedeterminavano il fallimento". Ancora, la procura contesta aMassone e Gabelli di avere stipulato il 5 luglio 2011 "unaulteriore scrittura di accollo - si legge nell'acip - con laquale Chil Post assumeva su di se' - senza giustificazione esenza corrispettivo - il debito (1.028.762,86 euro) che Directasrl aveva nei confronti di DU.MA Recapiti Srl e chequest'ultima aveva a sua volta ceduto a Mail Service Srl". Lesuccessive contestazioni ai due amministratori riguardanooperazioni del 2 novembre 2010 (versamenti a Directa srl di255.372,54 euro per caparra affitto negozio), del luglio del2011, con l'intestazione di una parte degli assegni ricevuti daDirecta srl per 71.000 euro a Francesco Gambino, GighenAlessandria, nessuno dei due creditori di Chil Post srl, delmarzo 2011 con la mancata contabilizzazione di 34.442,80 europagati dal comune di Spoltore e da Chil Promozioni. Infine aidue viene contestato di non avere tenuto aggiornati i librisociali della Chil Post, con riferimento particolare al librodelle decisioni dei soci. La decisione sull'archiviazione dellaposizione di Tiziano Renzi spetta ora al gip di Genova RobertaBossi.