La prima colata di cemento del nuovo ponte di Genova

Toninelli: "Questo è il simbolo della ripartenza", e poi assicura sulle polveri sottili: "I livelli sono sotto controllo, i dati saranno aperti"

Ponte Genova prima colata cemento
Agf
Ponte Morandi

Alle 15.50 è iniziata la prima colata di cemento per la base della pila del nuovo ponte di Genova che sostituirà il Morandi, parzialmente crollato il 14 agosto 2018. "Dico grazie ad ogni singolo lavoratore" ha detto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli alla cerimonia allestita nel cantiere lato ovest del viadotto.

"Questo è il simbolo della ripartenza - ha detto il ministro - ci lasciamo alle spalle l'incuria con cui è stata gestita l'infrastruttura. Questo governo non farà sconti a chi non saprà gestire la cosa pubblica", ha detto Toninelli che non ha dimenticato "le famiglie che ancora soffrono. Oggi facciamo vedere cosa gli italiani sono capaci di fare". 

"Ci stiamo 'sporcando' le mani in questa storia. La cerimonia del primo getto, sappiamo tutti che non è il primo in realtà, ma è quello visibile ad occhio nudo, dice che oggi diamo il segnale preciso che stiamo costruendo il nuovo ponte". Lo ha detto il sindaco-commissario di Genova, Marco Bucci.  "Questa è una settimana complessa che lascia il segno - ha detto Bucci riferendosi anche all'esplosione per la demolizione definitiva del moncone est, in programma venerdì 28 - Vogliamo continuare a fare di Genova una grande città. Stiamo lavorando tutti insieme, grazie a tutte le maestranze perché aiutano la città ad essere grande".

Ancora Toninelli: "Per quanto riguarda il timore per le polveri sottili, ad oggi siamo sotto livelli allarmanti. Quindi le operazioni possono essere fatte, altrimenti tutti gli enti preposti non avrebbero dato l'autorizzazione alle operazioni che iniziano oggi e che proseguiranno con l'implosione del 28 giugno". Così il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, dopo aver incontrato a Genova i residenti della zona arancione di Ponte Morandi.

"Ad oggi è tutto a posto, ma dobbiamo monitorare anche in corso d'operazione. Le verifiche sulle polveri - ha spiegato il ministro - verranno fatte anche nelle ore successive l'implosione. Se ci saranno degli allarmi si interverrà, ma penso e spero che non ci saranno".

"La mia promessa è che continueremo a mettere tutti i dati "open", aperti. Ci vuole la massima trasparenza perché non permetto che si ingenerino paure e ansie, magari infondate, ma semplicemente dovute all'assenza di informazioni su tutto quello che sta accadendo", ha continuato Toninelli, in merito alla preoccupazione espressa dai cittadini per la dispersione di polveri derivanti dall'implosione del moncone est di Ponte Morandi.

I residenti della zona arancione, limitrofa al cantiere, "hanno più volte ripetuto che non vogliono bloccare le attività di demolizione, che sono evidentemente propedeutiche alla ricostruzione del ponte - ha detto il ministro dopo averli incontrati - Questo è quello che mi aspettavo. Come vuole il sottoscritto e come vuole tutto il governo, vogliono semplicemente far si' che questa operazione delicata, che è una implosione e non un'esplosione di quanto rimane in piedi di Ponte Morandi, venga fatta bene".



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