Papa in Turchia: paese sia crocevia del dialogo tra le culture

(AGI) - Ankara, 28 nov. - La Turchia che rappresenta "un pontenaturale tra due Continenti", per Papa Francesco deve diventare"non soltanto un crocevia di cammini, ma anche un luogo diincontro, di dialogo e di convivenza serena tra gli uomini edonne di buona volonta' di ogni cultura, etnia e religione".Ecco il messaggio che Papa Francesco ha rivolto ai responsabilidel governo turco attraverso il breve testo scritto a mano sul"Libro d'0ro" del Mausoleo di Ataturk, dopo aver deposto uncesto di rose bianche e rosse sul mastodontico cenotafio delprimo presidente della Turchia laica, protagonista

(AGI) - Ankara, 28 nov. - La Turchia che rappresenta "un pontenaturale tra due Continenti", per Papa Francesco deve diventare"non soltanto un crocevia di cammini, ma anche un luogo diincontro, di dialogo e di convivenza serena tra gli uomini edonne di buona volonta' di ogni cultura, etnia e religione".Ecco il messaggio che Papa Francesco ha rivolto ai responsabilidel governo turco attraverso il breve testo scritto a mano sul"Libro d'0ro" del Mausoleo di Ataturk, dopo aver deposto uncesto di rose bianche e rosse sul mastodontico cenotafio delprimo presidente della Turchia laica, protagonista pero' anchedella controversa stagione che negli anni '10 del secolo scorsosegui' alla disgregazione dell'Impero Ottomano, con massacridei quali hanno fatto le spese i cristiani armeni (300milasecondo la Turchia, circa un milione secondo gli armeni). Lavisita al mausoleo e la successiva tappa al palazzopresidenziale di Ankara, gigantesco edificio voluto da Erdoganper celebrare se stesso (ha piu' di 1000 stanze, si estende suuna superficie di 300mila metri quadri, ben piu' della CasaBianca e del Cremlino, con un costo di oltre 350 milioni dieuro, come riportano i media turchi) precedono la visita alpatriarca Bartolomeo I e ai cristiani locali, domani aIstanbul. Il Papa "chiamato quasi dalla fine del mondo" siconferma un abile diplomatico, dotato della flessibilita'necessaria per contribuire in modo efficace alla causa dellapace e del dialogo. Questa grande accortezza spiega anche leparole affidate, prima di partire per Ankara, al quotidianoisraeliano Yedioth Ahronot, che vanno lette come un messaggiorassicurante al mondo ebraico mentre Bergolgio si appresta acompiere gesti e pronunciare parole di amicizia verso l'Islam."Condanno fermamente ogni tipo di violenza in nome di Dio. Hoseguito l'inquietante escalation in Gerusalemme e in altrecomunita' della Terra Santa con molta preoccupazione e pregoper le vittime e tutti coloro che soffrono per inaccettabileviolenza che non risparmia luoghi di culto", dicenell'intervista diffusa mentre era in volo. "Dal profondo delmio cuore faccio appello a tutte le parti coinvolte di porrefine all'odio e alla violenza e lavorare alla riconciliazione ealla pace. E' difficile costruire la pace, ma vivere senza pacee' un incubo", afferma il Pontefice ribadendo che "dobbiamodire in modo assolutamente chiaro che l'antisemitismo e' unpeccato". "Le nostre radici sono nell'ebraismo. In ognicristiano c'e' un ebreo e non puoi essere un vero cristiano senon riconosci le tue radici ebree. Non intendo l'ebraismo nelsenso etnico e delle origini, ma dal punto di vista religioso",ricorda il Papa che riconferma anche l'intenzione di aprire gliarchivi vaticani sul periodo della shoah e replica ai"detrattori" di Pio XII. (AGI)