"Ci andrò nel 2020". L'Iraq è un pensiero fisso di Papa Francesco

 Il Pontefice si è scagliato anche con i produttori di ordigni bellici: "A volte penso anche all’ira di Dio che si scatenerà contro i responsabili dei Paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare queste guerre. Questa ipocrisia è un peccato".

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 Foto: Alberto Pizzoli / Afp
 Papa Francesco

"Un pensiero insistente mi accompagna pensando all'Iraq, dove ho la volontà di andare il prossimo anno". Lo ha annunciato Papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti alla Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco) a Roma in occasione della 92ma assemblea plenaria.  La speranza ha continuato il Pontefice è che l'Iraq - "possa guardare avanti attraverso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune di tutte le componenti anche religiose della società, e non ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali".  

Citando anche la Siria e le guerre che stanno dilaniando la regione, Francesco ha invitato ad intensificare l’impegno nella carità per seminare speranza tra i giovani “con il cuore e la mente aperti” verso la pace e la prosperità. "A volte penso anche all’ira di Dio che si scatenerà contro i responsabili dei Paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare queste guerre. Questa ipocrisia è un peccato".

Un messaggio che riguarda anche i migranti in viaggio dall'Africa verso l'Europa: "Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che però apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini. Questa è l’ipocrisia della quale ho parlato".



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