Pandagate: Marino contestato in aula "chiedo scusa, ma non mollo"

(AGI) - Roma - "In questa settimana di morbosaattenzione la mia auto e' anche stata fotografata in divieto disosta", ma anche di questo mi assumo la responsabilita' echiedo scusa a romane e romani". Ma se qualcuno si aspetta lalettera di dimissioni, si sbaglia. Il sindaco di Roma, IgnazioMarino, e' stato chiaro in Assemblea capitolina, partendo dallavicenda delle multe non pagate e relative all'accesso senzapermesso della sua Panda rossa nella ztl del centro. "Perironia della sorte per quell'infrazione non ho ricevuto nessunamulta", ha aggiunto Marino, sottolineando che "purtroppo nonsono

Pandagate: Marino contestato in aula "chiedo scusa, ma non mollo"

(AGI) - Roma, 19 nov. - "In questa settimana di morbosaattenzione la mia auto e' anche stata fotografata in divieto disosta", ma anche di questo mi assumo la responsabilita' echiedo scusa a romane e romani". Ma se qualcuno si aspetta lalettera di dimissioni, si sbaglia.

No al voto, ma Pd capitolino vuole maxirimpasto

Il sindaco di Roma, IgnazioMarino, e' stato chiaro in Assemblea capitolina, partendo dallavicenda delle multe non pagate e relative all'accesso senzapermesso della sua Panda rossa nella ztl del centro. "Perironia della sorte per quell'infrazione non ho ricevuto nessunamulta", ha aggiunto Marino, sottolineando che "purtroppo nonsono passati i vigili a controllare: non sono ironico, penso chei controlli debbano essere rafforzati ovunque", e che "tuttipossiamo sbagliare ma bisogna saperlo ammettere ed esserepronti a rimediare".

Manca firma di un consigliere, salta mozione di sfiducia

L'ingresso del sindaco nell'Aula GiulioCesare e' stato accompagnato dal coro "Dimissioni, dimissioni"del pubblico. Decine di persone hanno esposto cartelli controil primo cittadino e gridato "Te ne devi anna'". E' stata unaseduta spesso interrotta da contestazioni e il presidentedell'assemblea ha faticato non poco a richiamare all'ordine,con una sfilza di 'cortesemente', 'per favore', e via dicendo."Non dovevo pagare, ma ho voluto pagare", ha detto Marinoprecisando di aver provveduto "con semplici bollettini che hocompilato per un totale di 1.021,52 euro".

Tuttavia, haspiegato il primo cittadino "le multe scaturite dai passaggi aivarchi nella fase di ritardo del rinnovo del contrassegno sonostate annullate, e nulla sono tenuto a pagare". Tanto e' vero,secondo Marino, che i pagamenti sono stati effettuati "non allacassa dell'ufficio contravvenzioni, che non poteva ricevere ilpagamento visto che le multe erano annullate, ma all'ufficiopostale".

E a proposito di dimissioni, "vi dico la verita', hosorriso", ha commentato Marino. "Chi parla, pensa o scrive dimie dimissioni davvero non vuole comprendere la dimensionedella nostra sfida", ha aggiunto, precisando che "non e' unasfida personale: e' l'ambizione di cambiare Roma e di farlauscire dalle macerie economiche e morali in cui e' precipitatadopo anni di incuria e di disinteresse per il bene pubblico".

Edunque "per quanto mi riguarda non ci sono dimissioni ne'elezioni in vista: andiamo avanti in modo convinto e deciso. Icambiamenti che la mia giunta sta attivando sono profondi ma,come tutti i cambiamenti profondi, per vedere i risultatioccorre tempo". Marino si e' detto consapevole che "la citta'e' in sofferenza" ma certo che anche se "i benefici non sivedono ancora e capisco chi sottolinea le difficolta' non sonopreoccupato per il consenso e sono sicuro che la direzionepresa e' giusta".

Quanto alle tensioni esplose a Tor Sapienzaper il sindaco "c'e' un disagio profondo, diffuso in moltiquartieri periferici e che conosco. Ma ci sono anchestrumentalizzazioni, cedimenti beceri a sentimenti razzisti,componenti criminali cheesto dobbiamo opporci e ai cittadini dobbiamorispondere, con i soffiano sul fuoco del disagio e dellapaura. Augurando qualita' della vita, sicurezza eaccoglienza". Marino ha aggiunto "ho detto che ci sono tantipoteri e tanti interessi che non gradiscono il lavoro chestiamo facendo, e lo confermo: chi in quel sistema che stiamocontrastando trovava la ragione della propria forza, e' normaleche non gradisca il nostro lavoro e che ci osteggi duramente".Il primo cittadino ha individuato i suoi avversari in "chi vedefinire monopoli, rendite di posizione, abusivismi, corruzione,mancato rispetto delle regole". (AGI)