La confessione dell'uomo che ha ucciso di botte il figlio di due anni

Sotto l'effetto di hashish e insonne, ha raccontato di aver "agito per rabbia"

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Ha confessato di aver agito in un momento di rabbia Aliza (il nome originale si traslittera Aljica) Hrustic, il giovane rom di origine croata che in un appartamento occupato di via Ricciarelli 22 ha picchiato a morte il figlio di due anni. L'uomo, 25 anni, è stato fermato per omicidio.

Agli investigatori della squadra Mobile di Milano e al pm Giovanna Cavalleri ha raccontato di aver fumato hashish la sera prima e di non essere riuscito a dormire per tutta la notte. A chiamare i soccorsi è stato lo stesso Aliza, intorno alle 5 del mattino, dicendo che suo figlio era in preda a una crisi respiratoria.

Arrivati sul posto i sanitari del 118 hanno trovato il bambino privo di vita. Il padre era già fuggito portando con sé altre due figlie piccole. E' stato rintracciato intorno a mezzogiorno e mezza in zona Giambellino. La coppia ha 4 figli di cui uno vive in Croazia; la moglie Sijlvia Z., 23 anni, è incinta del quinto figlio.

Aliza ha precedenti per reati contro il patrimonio e per un certo periodo gli era stato imposto l'obbligo di firma nel commissariato Lorenteggio

Da due mesi l'uomo si era trasferito con la moglie nelle case popolari dell'Aler di zona San Siro: palazzine da anni al centro di un racket di occupazioni abusive. Secondo i vicini la famiglia era stata avvertita, forse da un parente, della liberazione di un appartamento e lo aveva occupato. I vicini lo descrivono come una persona molto violenta che passava le giornate in un bar, con uno spinello in mano. Da alcune foto sui social si evince la tendenza all'ostentazione e i numerosi tatuaggi che portava sul corpo, oltre alle foto dei 5 figli avuti dalla compagna. 



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