Orlando, in carceri italiane 39 detenuti legati a jihad

Il ministro, dietro le sbarre si realizzano forme di radicalizzazione rapida. L'Ue sta riflettendo su come gestire il fenomeno

Orlando, in carceri italiane 39 detenuti legati a jihad
  Immagini video Jihadista terrorista somalo arrestato a Campobasso

Roma - "C'e' un costante monitoraggio su circa 300 persone nelle carceri italiane e quelle che hanno dato segnale di adesione alla jihad sono 39. E' poco ma il numero non va certo sottovalutato". Lo ha detto il Ministro della Giustizia Andrea Orlando intervenuto ad Unomattina su Rai Uno. "Il carcere - ha aggiunto - e' un luogo dove si realizzano forme di radicalizzazione rapida. L'Ue sta riflettendo su come gestire il fenomeno nelle carceri".

In Europa quindi, ha spiegato ancora Orlando, "si sta riflettendo. La Gran Bretagna ha seguito la strada delle pene alternative per chi non ha compiuto reati gravi e ha funzionato. La Francia, che ha seguito la strada di segregare questo tipo di detenuti non ha ottenuto risultati al momento eccellenti. Non c'e' un rapporto causa effetto fra modello adottato e risultati. Poi, chi e' disposto a farsi esplodere non e' che abbia paura del carcere, anche quando si inaspriscano le pene". Secondo il Ministro, "nel carcere l'aspetto della radicalizzazione ha ancora piu' forza. Anche il terrorismo faceva proselitismo. I terroristi facevano reclutamento. Bisogna trovare percorsi diversi quando si trovano persone che hanno capacita' di leadership. Questa e' una strada che va sicuramente seguita". (AGI)