"Vi spiego perché con l'obbligo vaccinale il consenso del paziente non serve, ma l’informativa sì"

"Vi spiego perché con l'obbligo vaccinale il consenso del paziente non serve, ma l’informativa sì"

La premessa del ragionamento dell'avvocato Maurizio Hazan è che l'obbligo "non è assoluto ma relativo e resta dunque la possibilità di fare una scelta"

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© Nicola Marfisi / Agf - Vaccino anti-Covid

AGI – “L'obbligatorietà del vaccino agli over 50 non toglie la necessità di informare il paziente perché, così come configurato nella bozza del governo,  non è un obbligo assoluto ma relativo”. L’avvocato Maurizio Hazan, coautore del volume da poco in libreria ‘Responsabilità rischio e danno in sanità’ e tra i massimi esperti in materia, spiega all’AGI perché la tesi sostenuta, tra gli altri, dal medico Andrea Crisanti, non lo convince.

“Qui non stiamo  parlando di un obbligo assoluto, nessuno ti viene a casa a prendere con la forza, come accade in un trattamento sanitario obbligatorio, e puoi comunque decidere di violare l'obbligo assumendoti le conseguenze del tuo comportamento, tra cui le sanzoni aministrative – è il suo ragionamento - . E, se conservi, di fatto, il diritto a non vaccinarti, vuol dire che devi essere informato, in primo luogo, delle possibili complicanze collegate al vaccino".

"Con l'obbligo diventa un dissenso informato"

Hazan sostiene che si debba semmai parlare in proposito di un “dissenso informato” nel senso che "devo essere messo in condizione di valutare il da farsi e scegliere di espormi a una sanzione invece di fare una cosa che non voglio".

In questo senso, prosegue il legale, "si era già pronunciato per casi simili il ministero della Salute in una circolare del 2017. In conformità ai principi da tempo espressi dal legislatore, sarebbe poi opportuno anche rendere noto ai cittadini che, al contrario di a quanto sembra dire Crisanti, lo Stato già si assume la responsabilità di indennizzare chi abbia subito danni da serie complicanze vaccinali. Nel nostro ordinamento esistono delle leggi che prevedono degli indennizzi specifici per i danni avversi da vaccino qualora si dimostri, anche se non è facile, il nesso causa-effetto. E c’è anche la possibilità di rivolgersi a un giudice per un risarcimento dei danni ulteriori, sebbene il margine di soccombenza sia elevato”.  

Gli indennizi spettano a tutti i vaccinati 

Questi indennizzi, precisa il giurista, "spettano non soltanto agli over 50, ma a tutti i vaccinati da Covid, trattandosi di vaccini comunque fortemente raccomandati dalla pubblica autorità. Un tema nuovo, e sin qui rimasto sottotraccia, è quello di informare chiaramente le persone che hanno la possibilità di ricevere un indennizzo e a quali condizioni. Questa informazione è diversa da quella, di carattere tecnico, correlata all’atto medico. Si potrebbe pensare ad affissioni di cartelli nei punti vaccinali, anche se rimane il timore di stimolare, in questo modo, alcuni appetiti speculativi”.