"Solo gergo sportivo". Il presidente del Seregno spiega il senso dell'invito a 'uccidere' gli avversari

"Solo gergo sportivo". Il presidente del Seregno spiega il senso dell'invito a 'uccidere' gli avversari

Il vocale è finito agli atti di un'inchiesta della Procura di Monza che ipotizza un 'metodo Seregno' fatto di minacce e intimidazioni di cui si accusano reciprocamente il presidente Davide Erba e il direttore generale Ninni Corda, licenziato pochi giorni fa  

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© Agf - Stadi, Serie A, calcio

AGI – Davide Erba, 41 anni, imprenditore, è il presidente del Seregno, squadra di calcio della Lega Pro, finito sotto accusa per un audio whattsAp  divulgato dalla ‘Gazzetta dello Sport’ in cui esorta così i suoi calciatori: “. “Dobbiamo sbranarli, ucciderli,  bisogna vincere per forza perché altrimenti mi incazzo come una iena. Dobbiamo mangiarcele queste m….e tu Zoia, Invernizzi  mezze f…. del c…. voglio vincere perché il direttore e io non perdiamo mai!”.

Il vocale è finito in un’indagine della Procura di Monza che ipotizza i reati di minaccia e violenza privata in relazione a un presunto clima da ‘Far West’ all’interno dello spogliatoio che sarebbe sfociato in un’aggressività oltre i limiti agonistici in campo e fuori. Secondo Erba, a fomentare la tensione sarebbe stato il suo ex direttore generale, Ninni Corda, che ha licenziato pochi giorni fa e che l’ha querelato a sua volta.            

Presidente, perché questi toni?

Mi pento profondamente di avere fatto quell’audio, erano parole in gergo calcistico che andavano contestualizzate. Quando tra amici si dice ‘ammazzo mia moglie perché ha consumato la carta di credito’ non s’intende che la si vuole davvero ammazzare. Ho usato un linguaggio iperbolico e metaforico. Ogni frase ha un valore se messa nel contesto che le spetta e, in un contesto sportivo che non sia la danza classica, la frase ‘uccidere l’avversario’ si utilizza di frequente, ovviamente in senso figurato”.    

I suoi calciatori come l’hanno presa?

Gli ho chiesto se si fossero sentiti offesi e loro hanno sorriso. Andate a chiedere se si sono offesi e vedrete che risponderanno tutti di no.

E’ stato Corda a diffonderlo?

Io questo non lo so e non lo posso affermare. Posso dire però che l’ho licenziato per giusta causa perché i miei giocatori poco tempo fa, dopo quell’audio in cui lo cito che risale a diversi mesi addietro, mi hanno riferito una serie di episodi che hanno creato un clima violento dentro la squadra, fatto di minacce e tensione. E ipotizzo che rendere pubblico quel vocale serva a distogliere l’attenzione dal clima intimidatorio creato da Corda con minacce di morte, in particolare al portiere, e  con  due giocatori che sono stati picchiati. Inoltre è stato mandato un pugile al campo, sempre per minacciare i giocatori.

Perché avrebbe dovuto fare questo?

Tutto perché io avevo annunciato settimane fa di voler uscire dal calcio perché non mi ci rispecchiavo più. Avevo assunto Corda nonostante alcuni episodi del passato (deferito per illecito sportivo quando allenava il Savona, squalificato a Como per essersi tesserato “con fittizie mansioni di collaboratore della squadra, finito nell’inchiesta ‘Dirty soccer, ndr). Ora so di avere commesso un errore ad affidare la squadra a questa persona. Il suo metodo è totalizzante e volto a spogliare della dignità chi lavora con lui, tranne i calciatori fedelissimi.  

Non si era accorto che qualcosa non andava nello spogliatoio?

Al campo sono andato solo due volte. L’ho saputo quando loro hanno avuto il coraggio di venire da me a raccontarmi la verità che prima nascondevano perché Corda li minacciava se mi avessero riferito cosa accadeva. Questi 15 calciatori mi hanno assicurato di non essersi sentiti offesi dal mio audio, peraltro carpito in modo illecito.

Corda ha affermato di essere in possesso di materiale compromettente nei suoi confronti…

L’unica verità che conta è quello dello spogliatoio, non quella contenuta in audio privati.

Vuole ancora lasciare il calcio?

Sì, voglio vendere il club. Sono una persona perbene e non voglio più avere niente a che fare con questo mondo.  Sono convinto che in poco tempo gli organi competenti chiariranno quello che è successo e chi ha sbagliato dovrà pagare.  

Il presidente del Trento, Mauro Giacca, ha fatto marcia indietro rispetto a quanto dichiarato nei giorni scorsi sulle presunte manifestazioni di esultanza dei giocatori del Seregno in occasione dell’infortunio del calciatore avversario Carlo Caporali.

Bene, ma il Seregno ha deciso comunque di querelarlo per diffamazione  per il danno che la nostra società ha subito.