Cosa è successo nella villetta di Santopadre dove è stato ucciso un ladro a colpi di fucile 

Cosa è successo nella villetta di Santopadre dove è stato ucciso un ladro a colpi di fucile 

Il tabaccaio di 58 anni ha raccontato agli investigatori di aver sparato dopo aver visto uno dei malviventi puntargli una pistola. L'uomo aveva già subito diversi furti

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© Carabinieri 
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AGI - “Mi ha puntato la pistola, ho avuto paura e ho sparato”. Queste le prime parole riferite da Sandro Fiorelli, commerciante di 58 anni, dopo il tentativo di furto avvenuto all’interno della sua villetta nella serata di ieri alle porte di Santopadre, un piccolo comune del frusinate.

L’uomo ancora sotto shock ha ricostruito con i carabinieri gli attimi che hanno portato alla morte di uno dei malviventi che ha sorpreso nella sua abitazione al rientro dopo aver chiuso la propria tabaccheria di piazza Marconi, nel centro del paesino di 1.300 abitanti.

Gli investigatori sono al lavoro per chiarire se si sia trattato di un caso di legittima difesa o se il colpo di fucile sia stato esploso quando ormai non c’era più un vero e proprio pericolo per la propria incolumità.

Al momento Fiorelli è stato iscritto nel registrro degli indagati con l'accusa di eccesso colposo di legittima difesa..

Non è la prima volta che Fiorelli ha subito furti e per questo quando al rientro nella villetta, poco prima delle 20,  appena si è reso conto della presenza dei ladri ha imbracciato il fucile da caccia calibro 12 che deteneva regolarmente.

È stato il figlio adolescente del tabaccaio ad accorgersi per primo del furto che stava per consumarsi mettendo in allarme il padre dopo aver sentito dei rumori provenire dal piano superiore.

Al rientro a casa il padre si sarebbe diretto verso il garage a parcheggiare l’autovettura mentre il figlio è andato al piano superiore della villetta dove ha sorpreso i ladri nelle camere da letto.

Il ragazzo ha dato l’allarme e Fiorelli ha preso il fucile da un armadietto. Sono seguiti momenti concitati e poi i ladri, forse in tutto quattro persone, sono fuggiti all’esterno passando per il vialetto che porta all’ingresso della villetta dove gli investigatori hanno rinvenuto il corpo senza vita di Mirel Joaca Bine, rumeno di 34 anni, colpito a morte ad un fianco mentre brandiva una pistola.

L’arma del romeno è stata trovata accanto al cadavere e sarà ora sottoposta a verifiche per chiarirne la provenienza.

I carabinieri di Sora e del comando provinciale di Frosinone, coordinati dal pubblico ministero di Cassino, Marina Marra, hanno ascoltato la versione del tabaccaio che ora dovrà trovare riscontri attraverso i rilievi tecnici che sono stati eseguiti per tutta la notte sia all’interno che all’esterno della villetta.

I malviventi sarebbero entrati nella villetta dopo aver divelto una finestra al primo piano della palazzina. Intanto è caccia ai complici della vittima che sono fuggiti probabilmente con una vettura di colore chiaro , forse condotta da un ‘palo’ che li aspettava nella stradina principale che porta al paese, poco illuminata e piane di alberi.

Nella zona tra i comuni di Arce e Arpino negli ultimi messi sono stati messi a segno diversi furti in villa e, per questo, gli inquirenti non escludono che possa trattarsi propria di questa banda.

In queste ore i militari stanno cercando di ricostruire la vita della vittima e i suoi contatti in Italia per individuare l’intera banda probabilmente specializzata in furti in appartamenti.