Ema: il vaccino J&J è sicuro, possibile legame con rari casi di trombosi

Ema: il vaccino J&J è sicuro, possibile legame con rari casi di trombosi

L'Agenzia del farmaco europea chiede alla casa farmaceutica di aggiornare il 'bugiardino' inserendo i coaguli di sangue insoliti con piastrine basse fra i possibili rari effetti collaterali

Ema vaccino J&J sicuro possibile legame con rari casi di trombosi

© AFP - Johnson & Johnson

AGI - Via libera dell'Ema al vaccino Johnson & Johnson: secondo l'Agenzia europea del farmaco, il siero è sicuro anche se ci sono possibili legami con rari casi di trombosi.

Il comitato per la sicurezza dell'Ema ha chiesto che nelle informazioni sul prodotto per il vaccino Janssen sviluppato da Johnson & Johnson dovrebbe essere aggiunto un avvertimento su coaguli di sangue insoliti con piastrine basse, per i quali gli esperti hanno trovato “un possibile collegamento” con la dose Johnson & Johnson. Eventi che comunque vanno elencati come effetti collaterali molto rari.

L’Ema tiene inoltre a sottolineare che il rapporto rischio-benefici complessivo rimane favorevole alla somministrazione.

Soddisfazione è stata espressa in un tweet dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: "Accolgo l'annuncio dell'Ema sulla sicurezza del vaccino Johnson & Johnson. Questa è una buona notizia per il lancio di campagne di vaccinazione in tutta l'Ue". 

Nel giungere alla sua conclusione, il Comitato dell'Ema ha preso in considerazione tutte le prove attualmente disponibili, inclusi otto segnalazioni degli Stati Uniti di casi gravi di insoliti coaguli di sangue associati a bassi livelli di piastrine, uno dei quali ha avuto esito fatale: al 13 aprile 2021, oltre 7 milioni di persone avevano ricevuto il vaccino di Janssen negli Stati Uniti; ci sono state otto segnalazioni di casi gravi di insoliti coaguli di sangue associati a bassi livelli di piastrine, uno dei quali ha avuto esito fatale”.

“Tutti i casi - precisa l’Agenzia europea per i medicinali - si sono verificati in persone di età inferiore ai 60 anni ed entro tre settimane dalla vaccinazione” e  “la maggioranza” delle persone colpite sono donne.

“Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati”, è la conclusione dell’Ema. “I casi esaminati erano molto simili a quelli verificatisi con il vaccino Vaxzevria, sviluppato da AstraZeneca”, precisano gli esperti.