Nel Foggiano c'è un "campo Covid" per i migranti

Nel Foggiano c'è un "campo Covid" per i migranti

La struttura, allestita dalla Protezione Civile pugliese, consta di 50 moduli abitativi e di postazioni per i tamponi e il 118 

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AGI - Un “campo Covid” all’interno dell’ex centro di accoglienza per richiedenti asilo di Borgo Mezzanone, a una decina di chilometri da Foggia. Lo ha allestito la Protezione Civile pugliese e consta di 50 moduli abitativi allo scopo di gestire i casi di positività sia tra i migranti che alloggiano nella struttura di accoglienza sia tra il migliaio di persone che  sono ospiti nella baraccopoli dell’ex pista di Borgo Mezzanone.  Inoltre, troveranno posto anche i familiari sottoposti a quarantena fiduciaria e migranti di altri campi della provincia che dovessero averne bisogno.

All’interno della struttura ci sono anche dei moduli abitativi nei quali gli operatori della Asl di Foggia effettuano i tamponi ed è presente anche una postazione del 118. La gestione logistica del nuovo campo è stata affidata alla Federazione delle Misericordie di Puglia dalla Protezione Civile regionale.  “Questo campo Covid – spiega  Gianfranco Gilardi, presidente della Federazione - è uno strumento essenziale anche per prevenire possibili focolai anche all’esterno dell’area dell’ex pista e dell’ex Cara di Borgo Mezzanone”.

Volontari al lavoro 24 ore al giorno

I volontari prestano servizio 24 ore al giorno dando assistenza ai migranti che vivono nella ex pista. Una situazione quella dell’insediamento abusivo di non facile controllo dal punto di vista sanitario visto il continuo via vai di chi è ospitato anche in questo periodo con la chiusura delle frontiere. Nel ghetto dal 2018 opera Intersos l’organizzazione umanitaria italiana in prima linea nelle gravi emergenze che ha sulla ex pista il suo centro con due medici, due operatrici socio sanitarie  e quattro mediatori culturali. Un' organizzazione umanitaria che offre assistenza sanitaria e mette in contatto i migranti e i servizi del territorio. Un’assistenza sanitaria, nonostante le difficoltà dovute alla numerosa presenza di migranti nel campo, che soprattutto nell’emergenza del Covid si è dimostrata importantissima”.