La Liguria sarà la prima regione a partire con le vaccinazioni nelle farmacie

La Liguria sarà la prima regione a partire con le vaccinazioni nelle farmacie

Al via il 29 marzo. Il caso di Santa Margherita Ligure dove a scendere in campo insieme ai farmacisti ci sarà anche la sede locale dell'Avis

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©  Alessandra Rossi - La farmacia di Santa Margherita Ligure

"E' due mesi che lavoriamo giorno e notte a questo progetto. Volevamo dare il nostro contributo a questa fase cruciale. Lo volevamo come farmacisti, ma io lo volevo anche a titolo personale: mio fratello, medico di base, è uscito da 110 giorni di rianimazione per Covid. Ho visto cos'è il virus".

Il dottor Francesco Turrin, 54 anni, vicepresidente di Federfarma Genova e segretario dell'Unione ligure delle associazioni titolari di farmacia, racconta così all'Agi l'accordo che permetterà alle farmacie liguri, prime in Italia, di vaccinare con Astrazeneca i cittadini tra i 70 e i 79 anni.

Turrin è titolare della Farmacia Internazionale di Santa Margherita Ligure, una delle prime 50 che partiranno il 29 marzo con le somministrazioni. "Abbiamo risposto all'appello di Regione Liguria che era alla ricerca di pvt, punti vaccinali territoriali: è una sfida organizzativa, certo, ma anche giuridica perché implica mettere a punto norme e regole per la sicurezza e la protezione di tutti i farmacisti e dei cittadini", sottolinea.

Dopo un meticoloso lavoro, l'accordo è stato raggiunto: in questa prima fase è prevista la somministrazione di almeno 2.500 dosi settimanali nelle 50 strutture. Nel giro di 3 settimane, il totale delle farmacie aderenti dovrebbe essere fra 120 e 150, per arrivare ad un supporto alla campagna di vaccinazione regionale di 7mila dosi settimanali.

Le farmacie liguri - o strutture adiacenti, facenti capo sempre alle farmacie - non saranno solo il luogo fisico dove verranno effettuate le vaccinazioni, eseguite esclusivamente da medici o da altre figure professionali abilitate, ma avranno un ruolo di primo piano nella logistica del vaccino e nella sua distribuzione ai medici di medicina generale, garantendo il pieno rispetto delle procedure richieste dalla 'catena del freddo' e del tracciamento delle operazioni, grazie alla "distribuzione per conto", ovvero la dispensazione da parte delle farmacie di farmaci acquistati dalle Asl.

"L'altro vantaggio è che il farmacista è quotidianamente vicino al cittadino, lo conosce e quest'ultimo ha meno timore nel chiedergli informazioni - sottolinea Turrin - Noi facciamo cultura della salute, e in questo momento è fondamentale. Daremo informazioni su Astrazeneca, attraverso un lavoro di counseling, ricoprendo un cruciale ruolo di sensibilizzazione".

Ma come funzionerà la vaccinazione in farmacia? La persona tra i 70 e i 79 anni chiamerà o si presenterà in farmacia, verranno preparate le agende con l'appuntamento per la prima e la seconda dose. Attraverso un software già rodato, si richiederanno le dosi necessarie, dopodiché, una volta arrivato il vaccino, si procederà alla preparazione delle 10 dosi a flacone, ovvero delle siringhe.     

Le dosi saranno preparate nei laboratori delle farmacie e somministrate da un medico

Questa procedura avviene nel laboratorio interno della farmacia, secondo un protocollo condiviso con le Asl, con tecnica asettica. Il farmacista non può procedere all'inoculazione, perché non lo prevede la legge: a farlo sarà esclusivamente un medico.

"Anche questo step non è stato semplice, non per mancanza di volontà dei medici, ma per la domanda che è nettamente superiore all'offerta" spiega Turrin.

Il caso di Santa Margherita, comunque, potrebbe far scuola: i farmacisti infatti si sono alleati con l'Avis locale che metterà a disposizione la propria sede e i propri volontari per le vaccinazioni: "E' una struttura perfetta, già organizzata sul piano sanitario, a pochi passi dalla farmacia e con un defibrillatore interno" spiega il vicepresidente Federfarma Genova. La palazzina è su due piani: si parte dal primo piano, dove verrà fatta l'accettazione e si compilano i moduli necessari. Al pian terreno c'è invece la sala prelievi, dove verranno somministrati i vaccini.

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©  Alessandra Rossi
 La sede Avis di Santa Margherita Ligure

Affianco, si trova la sala visite dove il medico farà il colloquio col paziente, l'anamnesi. C'è anche un parcheggio davanti, che permette in comodità di raggiungere la sede "e, a Santa Margherita, è un valore aggiunto", sottolinea Marta Gambarini, presidente dell'Avis locale.

Lei e il vicepresidente Angelo Patrizi hanno dato la disponibilità per questo progetto, garantendo a turno la propria presenza. Il medico che eseguirà le vaccinazioni è il dottor Florio, anche lui già vicino all'Avis e oggi a disposizione per somministrare i vaccini.

"Abbiamo dato subito la nostra disponibilità, visto che la nostra sede era già in sicurezza - dice Gambarini - Siamo semplici volontari e mettiamo il nostro tempo libero a disposizione dei cittadini: è uno sforzo in più, che va in parallelo con la nostra normale attività di raccolta sangue. Ma non esitiamo a farlo: siamo in una situazione talmente delicata che temporeggiare o farsi scrupoli è assurdo. Prima si agisce sul campo, meglio è".

Le vaccinazioni partiranno 3 giorni a settimana, da martedì a giovedì, nella sede Avis di via Martiri del Turchino 2, solo in fascia mattutina, anche se l'associazione ha dato disponibilità anche al pomeriggio: l'obiettivo è vaccinare un'ottantina di persone a settimana, arrivando fino a 300 in un mese, dosi di vaccino permettendo.

L'esempio di Santa Margherita sta dando le basi anche per altri accordi su tutta la regione. Non solo: si sta lavorando anche a collaborazioni tra farmacie, comuni e medici per arrivare a vaccinare la fascia di popolazione dei 70enni residente nei piccoli paesini.​

"Speriamo che presto tutte le altre regioni ci seguano. E' un grande investimento quello che facciamo - conclude Turrin - Ma il ritorno sarà ben più importante: ci consentirà di recuperare la vita normale".