Cinquant'anni di contraccezione legale in Italia

Cinquant'anni di contraccezione legale in Italia

Il 10 marzo l'Aied festeggia i 50 anni dall'abolizione dell'articolo 553 ereditato dal Codice Rocco che vietava e puniva la pubblicità di metodi contraccettivi

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© Aleandro Biagianti / AGF 
- una campagna per la contraccezione

AGI - Cinquant’anni di contraccezione legale in Italia: con le donne e gli uomini del Paese li festeggia l’AIED, Associazione Italiana per l’Educazione Demografica fondata nel 1953. 

Mercoledì 10 marzo saranno passati cinquant’anni dall’abolizione, attraverso una sentenza della Corte Costituzionale, del famigerato art. 553 ereditato dal codice Rocco, che vietava e puniva 'la propaganda dei mezzi atti a impedire la procreazione'. 

Una decisione che per la prima volta permetteva alle italiane di utilizzare la pillola anticoncezionale e di autodeterminare le proprie scelte di maternità e la propria sessualità, in piena autonomia dalla volontà dei compagni, dei fidanzati, dei mariti.

Per raggiungere le donne del tempo e aggiornarle sui loro diritti AIED realizzò addirittura un fotoromanzo, “Il segreto”, datato 1973,  diretto da Luigi De Marchi con l’attrice Paola Pitagora nel ruolo protagonista. 

Cinquant’anni dopo in Italia la “rivoluzione contraccettiva” resta in fase di compimento e la scelta di metodi contraccettivi più moderni fatica a radicarsi

L’Atlas europeo 2019, che misura l’accesso alla contraccezione in 45 Stati dell'Europa geografica, colloca l’Italia in 26esima posizione con un tasso del 58%, molto distante da Gran Bretagna, Francia e Spagna, e molto più vicino a Paesi come la Turchia e l’Ucraina. 

Una persona su 4 sceglie il coito interrotto, anziché sistemi anticoncezionali medico-scientifici, per esplicare le sue scelte di genitorialità (dati Istat).

Mentre l’89% dei ragazzi e l’84% delle ragazze ricerca online le informazioni di cui abbisogna intorno alla salute sessuale e riproduttiva.

"All’alba del terzo millennio, in Italia c’è un traguardo sul quale aggregare il l’impegno di tutti - spiega il presidente AIED Mario Puiatti - ed è l’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva come materia di insegnamento sui banchi di scuola. Siamo ormai il fanalino di coda in Europa, dove, per fare solo alcuni esempi, l’educazione sessuale è materia scolastica dal 1955 in Svezia, dal 1970 in Austria, dal 1995 in Germania, dal 2001 in Francia, dal 2017 nel Regno Unito.

L’ Italia si affianca a Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Cipro e Lituania - fra i Paesi europei – per totale assenza di informazione, nei programmi scolastici, sulla sfera della sessualità. Siamo del tutto inadempienti rispetto agli standard europei che seguono linee guida Oms in materia di modalità 'formali' per l’educazione sessuale, affettiva ed emotiva dei giovani nelle scuole". 

Per questo mercoledì 10 marzo AIED ripartirà con la sua campagna di sensibilizzazione in tutta Italia sui temi della maternità consapevole, per festeggiare e al tempo stesso rilanciare il “diritto alla libertà”, una conquista che è patrimonio comune di civiltà.