Lo scrittore regala i 1000 libri in nome della mamma ai malati di cancro 

Lo scrittore regala i 1000 libri in nome della mamma ai malati di cancro 

Meno di un mese fa il romanziere Crocifisso Dentello aveva lanciato un appello: "Regalatemi un libro in nome di mia mamma appena scomparsa per cancro". La riposta è andata al di là di ogni aspettativa   

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AGI -  Libri dappertutto e da tutti. Case editrici, librerie, cittadini, biblioteche, oratori: tutti per la mamma di Crocifisso Dentello, lo scrittore che meno di un mese fa aveva chiesto di donare un volume da destinare ai malati di cancro dal suo seguitissimo profilo Facebook per “convertire il mio dolore per la sua perdita in un atto di generosità”.

Mille di questi sono stati consegnati in parti eguali all’Istituto dei Tumori e all’Istituto di Oncologia di Milano. 

 

"Tantissime lettere mi hanno commosso"

C’è chi glieli ha portati di persona, chi li ha spediti – addirittura un appassionato di John Grisham si è privato di un’intera collezione di 28 gialli del suo autore preferito – chi ha mandato a Dentello il suo ultimo e fortunato romanzo ‘La vita sconosciuta’, col timbro della mamma, chi gli ha donato il libro preferito dal padre, anche lui mancato. “E soprattutto – racconta all’AGI – ho ricevuto tantissime lettere che mi hanno commosso”. Ora quello che cercava, “una via di fuga,  qualcosa che possa pacificare la mia coscienza pensando al cuore nobile di mamma”, è stata imboccata.
Un rapporto intenso, il loro. Mamma Melina, morta a 63 anni, e Crocifisso, 43, hanno sempre vissuto insieme, “lei era il mio centro affettivo di tutto, ancor più da quando si è ammalata, con tre recidive, e il cancro me l’ha fatta diventare ancora più cara, sbriciolando il mio cuore e facendola diventare ‘la mia bambina’ da accudire”. 

"Voglio che i malati dimentichino la sofferenza leggendoli"


"La speranza è che i malati oncologici vedano il nome di mamma Melina e che si generi una staffetta simbolica tra chi prenderà il libro in mano, cercando di dimenticare almeno per un po' le proprie sofferenze. Questo mi fa stare relativamente bene, esprimere solidarietà attraverso l’amore della mia vita, cioè i libri”. 

Eppure a Dentello bambino le parole sono mancate: “Nell’infanzia e nell’adolescenza non parlavo, non avevo amici, poi mi sono sbloccato - il suo racconto all'AGI -. Mia mamma era al centro di tutto, non ho avuto relazioni di coppia importanti, lei ha assorbito tutta la mia capacità di affetto e di amore, nonostante non sia mai stato un 'mammone', cioé dipendente dagli umori e dalle scelte di lei. Tra noi c’erano anche contrasti, discussioni feroci. Col cancro ho superato un tabù, ho dovuto conoscere il corpo di mia madre. Lavarla, accudirla. Queste sono cose che ti uniscono in un modo assoluto. Una volta su Facebook - ricorda -  mi sono chiesto se amare troppo sia una colpa, concentrare troppo affetto solo verso una persona. Io ora ho un vuoto che non so descrivere perché non ci sarà mai più una persona in grado di volermi bene come mi voleva lei e io non saprò mai amare qualcuno come amavo lei". 

Verranno altre parole oltre a quelle dei libri donati che leggeranno i pazienti. Dentello ha annunciato che in autunno "uscirà un memoir su mia madre, sarà il modo più importante per cercare di dare un senso anche se confesso che scrivere su di lei significa tornare anche su pezzi dolorosi della mia vita e non sarà una passeggiata”.