Il parrucchiere storico di Milano lascia a 90 anni a due egiziani 
ESCLUSIVA AGI

Il parrucchiere storico di Milano lascia a 90 anni a due egiziani 

Giuseppe Ferraro, parrucchiere e loggionista che aveva trasformato il suo salone in un piccolo 'museo' della Scala,  ha lasciato a due giovani egiziani che provano a ripercorrere la sua felice storia di immigrazione a Milano 

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AGI – Lui comunque va tutti i giorni in negozio a controllare che quei due se la cavino. E torna a casa convinto che sì, non poteva lasciare in miglior mani le sue forbici che ad Ahmed e Farah, i due giovani egiziani che hanno ereditato l’insegna storica di parrucchiere, la più amata a Milano dagli appassionati della Scala. Giuseppe Ferraro, arrivato a Milano dalla Sicilia nel 1955, di quel mestiere è un maestro, ha fatto barba e capelli a quattro generazioni insieme alla moglie Teresa. 

Fino a 90 anni nel suo negozio 'museo' della Scala

Fino ai 90 anni è andato avanti con la mano che non ha mai tremato nel suo negozio di viale Certosa, insignito di tante benemerenze civiche anche perché, da loggionista, l’ha trasformato in un salone speciale, un vivace museo colmo di cimeli del teatro e aneddoti sui protagonisti dell'opera. 

“Dopo il primo lockdown – racconta all’AGI il figlio, l’avvocato Carmelo Ferraro – papà era indeciso se riaprire ma alla fine è prevalsa la voglia di andare avanti, con tutte le misure di sicurezza del caso.  Poi a settembre ha avuto una piccola ischemia dalla quale si è ripreso bene ma non se l’è più sentita di tornare a lavorare come prima. Le mura del locale sono sue e mi ha chiesto di aiutarlo a trovare qualcuno che potesse portare avanti l’attività". 

È entusiasta dei nuovi titolari e dei loro attrezzi 'moderni 

Così "si sono presentati questi due cittadini egiziani, uno che fa il parrucchiere da più di 20 anni, l’altro socio di una pizzeria, entrambi conosciuti e con ottime referenze nel quartiere”. Ora ha cambiato faccia la bottega del ragazzo che aveva imparato il mestiere negli anni ’60 nella Galleria Vittorio Emanuele dove i parrucchieri esperti al lunedì davano lezioni agli aspiranti, riuniti in capanelli.

Da luogo di suggestioni antiche e custode di stampe, locandine con dediche degli artisti e ‘dietro le quinte’ della Scala, è diventato “un locale moderno, pulito, luminoso che piace tanto anche a mio padre”.

I due nuovi proprietari “lo trattano come un papà e lui dice che sono davvero bravi. E’ stupito e bene impressionato dall’uso dei nuovi rasoi elettrici.  Mostrano impegno e dedizione, il negozio non poteva andare in miglior mani”.