Dopo 30 anni si torna a indagare sulla Banda della Uno Bianca

Dopo 30 anni si torna a indagare sulla Banda della Uno Bianca

Il 4 gennaio 1991, l'eccidio di tre carabinieri al Pilastro. La banda, tra il 1987 e il 1994, uccide 24 persone e ne ferì oltre 100 

Dopo 30 anni indagine banda Uno Bianca

© Mirco Toniolo / Agf 
- Fabio Savi, uno dei capi della banda della Uno Bianca

AGI - La procura di Bologna ha aperto un nuovo fascicolo di indagine a 'modello 45'- senza indagati iscritti nè ipotesi di reato - sulla Banda della Uno Bianca capeggiata dai tre fratelli Savi – Alberto, Roberto e Fabio, tutti in carcere, due dei quali poliziotti- che tra il 1987 e il 1994 fece ventiquattro morti e oltre cento feriti. "Valuteremo", dichiara all'AGI il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, confermando l'apertura del fascicolo.  

La novità, per chiarire le ombre rimaste su una lunga serie di crimini efferati - si è da pochi giorni celebrato il 30esimo anniversario della strage dei tre carabinieri al Pilastro -  arriva a seguito di nuovi elementi, tra cui l’informativa dei carabinieri che  hanno acquisito l’audio di oltre 15 minuti della telefonata intercettata del padre di Simonetta Bersani -  la testimone che accusò i Santagata per la strage del Pilastro (che nel 1991 costò la vita ai giovani carabinieri Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini) - e il nuovo esposto  presentato dal giornalista ed ex consigliere comunale Massimiliano Mazzanti, basato su documenti che testimonierebbero come già nel 1991 si sarebbe potuto scoprire il legame tra i fratelli Savi e l’eccidio del Pilastro, grazie alle indagini della Criminalpol sulle armi utilizzate dai killer.