Tensioni sulla riapertura delle scuole. Azzolina insiste: "Il 7 si torna in classe"

Tensioni sulla riapertura delle scuole. Azzolina insiste: "Il 7 si torna in classe"

La ministra: "Perché accanirsi, gli studenti sono già stati troppo sacrificati". Ma Boccia avverte: "Riapertura legata all'andamento dei contagi". Pressing delle Regioni: prendiamo tempo prima di decidere.

scuola azzolina il 7 in classe 

© Francesco Fotia/AGF - Lucia Azzolina

AGI - "Posso confermare la volontà del governo di riaprire. Avremmo voluto farlo a dicembre, ma abbiamo rimandato su richiesta delle Regioni". Risponde così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina in un'intervista a Il Fatto quotidiano che le chiede se il 7 gennaio è previsto il ritorno a scuola degli studenti delle superiori al 50%.

Poi Azzolina puntualizza: "Abbiamo collaborato: ora è arrivato il tempo di tornare in classe. La scuola è un servizio pubblico essenziale, non si può continuare a sacrificare i ragazzi né pensare che la didattica a distanza possa sostituire quella in presenza".

Per la ministra, tuttavia, "tutte le decisioni richiedono la prudenza che finora ci ha guidati. Continueremo a seguirla" ed "è chiaro però che se in questo momento sale la curva dei contagi non può essere colpa delle scuole superiori, visto che sono chiuse da due mesi", dunque "possiamo dire che la scuola ha fatto la sua parte" e "se dovessero servire nuove misure di contenimento, ora bisognerebbe cercarle in altri settori", conclude la ministra.

Boccia: virus sta accelerando, aperture legate ai contagi

Più prudente il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che in un'intervista a Il Messaggero avverte: "La situazione è in rapida evoluzione e la terza ondata in Europa c'è già". "L'Italia ha retto bene in un contesto internazionale difficilissimo" riportando tutte le reti sanitarie nazionali in sicurezza.

In ogni caso, le prossime misure e restrizioni spiega Boccia "scattano sulla base dell'andamento dei contagi" e nella terza ondata ciò che deve preoccupare "non è solo il dato dei contagi, ma la rapidità della loro ripresa" anche perché "le diverse varianti, a partire da quella inglese, impongono una modifica dei tempi di reazione". Quindi, mentre facciamo i vaccini dobbiamo tenere al riparo i più fragili e le reti sanitarie".

Accorgimenti? "Limitare gli spostamenti sarà ancora necessario" così come "le limitazioni di orario sono misure sofferte ma essenziali per la sicurezza sanitaria del Paese". Quanto agli effetti dei contatti di Natale sulla circolazione del virus, il ministro Boccia prevede: "Gli esperti indicano come data possibile il 15 gennaio", ma "lo vedremo già dai prossimi giorni, ma - confessa - con molta sincerità non me la sento di essere di essere ottimista".

Regioni in pressing su governo, criticità su riapertura 7/1

Pressing delle regioni sul governo per la riapertura delle scuole. La richiesta arrivata dalla maggior parte dei governatori, secondo quanto apprende l'AGI, è stata di prendere ancora qualche giorno per valutare i dati. Almeno fino al lunedì, ma qualora si presentassero delle criticità anche più avanti.

Il governo, sempre secondo quanto si apprende, ha spiegato nella riunione con i governatori che una decisione definitiva a riguardo verrà presa oggi. Il premier Conte nella riunione con i capi delegazione ha ribadito la necessità di riaprire il 7 gennaio ma non è escluso che si prenderà un po' di tempo in più. Da convincere soprattutto il ministro della Scuola Azzolina. "Tutti noi vogliamo riaprire ma non per richiudere qualche giorno dopo", spiega un presidente di regione.