C'è un fermo per il rogo nella comunità di recupero in cui è morto un frate

C'è un fermo per il rogo nella comunità di recupero in cui è morto un frate

Un ospite della comunità è sotto interrogatorio. Secondo una prima ricostruzione il rogo sarebbe stato una messinscena per coprire la morte di Leonardo Grasso

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© ¬†Arma Carabinieri -

AGI - C'è un fermato per il rogo della comunità di recupero per tossicodipendenti "Tenda San Camillo" in cui ha perso la vita frate Leonardo Grasso, il responsabile della struttura. La persona fermata è un ospite della comunità. In questo momento gli investigatori lo stanno interrogando. Secondo una prima ricostruzione il rogo sarebbe stato una messinscena per coprire la morte del frate.

In passato Grasso era stato un agente di commercio con un'attività avviata e tanti interessi mondani, all'età di 50 anni ha deciso di cambiare radicalmente vita per diventare camilliano. Un percorso avviato dalla dura prova della morte di entrambi i genitori a sei giorni di distanza l'uno dall'altro. Ha iniziato così l'attività di volontariato a fianco dei malati di Aids.

Da allora sono passati più di vent'anni, Leonardo Grasso ha operato a fianco dei sofferenti e dei bisognosi. Come lui stesso aveva ricordato in una trasmissione, la sua parabola è somigliata molto a quella dello stesso San Camillo, che dopo una vita scapestrata ha dedicato tutto se stesso ad aiutare gli altri.

Al momento dell'incendio in comunità vi erano sei ospiti. Sul fatto avvenuto intorno alle cinque del mattino, indagano i carabinieri della compagnia di Giarre, alle investigazioni partecipano gli esperti della scientifica dei carabinieri.